Il comitato "Salute e Vita" presieduto da Lorenzo Forte, che da anni si batte per la chiusura della Fonderia Pisano, entro il 2 luglio ha annunciato che farà ricorso al Tar per chiedere la revoca della concessione AIA allo stabile. Una battaglia senza fine e senza sosta quella dell’associazione Salute e Vita che nella giornata di ieri ha incontrato in videoconferenza il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa per portare alla luce quanto sta accadendo ai residenti di Fratte e tutta la Valle dell’Irno.
Questa mattina, nei pressi del bar libreria Verdi in piazza Luciani, inoltre, si è svolto un incontro per rendere noti gli sviluppi relativi allo Studio Spes e per informare l’opinione pubblica sulle azioni messi in campo anche su eventuali prese di posizioni Istituzionali, in merito alle Fonderie Pisano.
"Entro il 2 luglio faremo ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro la nuova AIA. Lo presenteremo insieme al Comune di Pellezzano e speriamo che altre amministrazioni comunali vogliano aggiungersi. Quello di ieri è stato un incontro importante, abbiamo visto un ministro che ha compreso la gravità della situazione. Lo definirei un incontro di autentica politica, umanità e capacità di ascolto. Il rilascio delle autorizzazioni non è di competenza del ministro ma ha preso un impegno di portare avanti, di contribuire a fare luce sulla situazione”. Ha dichiarato Lorenzo Forte.
Saranno altre, inoltre, le azioni che saranno messe in campo dall’associazione che in questi mesi sta cercando di venire a conoscenza dei risultati dello studio Spes, attualmente, secondo quanto dichiarato sarebbe nelle mani della Regione Campania.
“De Luca parlava di non riaprire il mostro di Fratte”, continua Forte che attacca il governatore, “purtroppo constatiamo che si è fatta propaganda sui morti. Nella Valle dell’Irno ci sono malati che chiedono giustizia. Per questo motivo chiediamo che lo studio venga reso pubblico. Secondo lo zooprofilattico lo studio è stato secretato da parte della Procura, chiediamo celerità da parte della Procura, chiediamo a De Luca e Fulvio Bonavitacola di prendere i provvedimenti necessari e disporre la chiusura immediata. Questo studio confermerebbe tutto quello che già è uscito nello studio provvisorio. Su sangue delle persone, suolo e aria. Entro il 2 luglio presenteremo ricorso al Tar per bloccare l’Aia - autorizzazione integrata ambientale - che in pieno lockdown è stata concessa”.
Secondo il Presidente del comitato, l’unica soluzione al momento sarebbe quella della chiusura, della presa in carico da parte della Regione dei lavoratori e di una futura delocalizzazione. Questa mattina in piazza Luciani era presente anche il sindaco di Pellezzano Francesco Morra che chiederà la costituzione di un tavolo tecnico in Prefettura, alla presenza degli Enti che sono responsabili delle autorizzazioni.
“In qualità di Sindaco del Comune di Pellezzano, che funge da cerniera tra Salerno sul cui territorio insiste l’impianto e la Valle dell’Irno - ha specificato Morra - devo sottolineare che il nostro territorio, che si trova a ridosso della tanto contestata fabbrica, risente molto della “scomoda” presenza di questo impianto. In più occasioni abbiamo evidenziato la necessità di delocalizzare questa fabbrica per tutelare la salute dei cittadini. L’impianto è collocato in quella che ormai non è più una zona industriale, bensì un complesso residenziale, che in questo momento soffre molto la presenza di questa fabbrica. Mi sono sottoposto anch’io come tanti cittadini i allo studio Spes dell’Istituto Zooprofilattico della Regione Campania i cui risultati epidemiologici non sono stati ancora pubblicati”.