“In quel rapporto di conto corrente con apertura di credito collegata, alla data del 31.12.2014, vi è un saldo a credito” del cliente “pari ad oltre 106mila euro”.
E' quanto stabilito dal giudice Gerardo Giuliano nella causa civile intentata da un cittadino, assistito dall'avvocato Michele Rillo, contro un istituto di credito, rappresentato dall'avvocato Claudio Suppa. Una sentenza in materia di anatocismo bancario - in soldoni, quel metodo di calcolo degli interessi per cui gli interessi maturati sono sommati al capitale dato in prestito in modo tale da contribuire a maturare altri interessi nei periodi successivi -, supportata da una consulenza, curata dal dottore commercialista Giuseppe De Gregorio - che “ha ricalcolato il saldo del rapporto espungendo, per la sua intera durata, gli addebiti effettuati a titolo di interessi anatocistici, in quanto non è stata convenuta con clausola specificamente approvata per iscritto la pari capitalizzazione trimestrale degli interessi a credito ed a debito, in violazione, dunque, dell’art. 120 T.U.B. pro tempore applicabile e della delibera CICR del 9 febbraio 2000".
Il consluente ha inoltre "espunto dal ricalcolo del saldo del rapporto la commissione di massimo scoperto, in quanto tale commissione non è stata pattuita con la precisa indicazione della percentuale, delle modalità e dei criteri di calcolo); ha ricalcolato il saldo del rapporto tenendo in considerazione, da, un lato, le sole spese e commissioni effettivamente pattuite e, dall’altro lato, le valute risultanti dagli estratti conto, non essendovi alcuna disciplina pattizia rinvenibile nei contratti dedotti in giudizio con riferimento, cioè, alle valute”.
Un lavoro dal quale è emerso “che alla data alla data del 31.12.2014 la Banca ha addebitato illegittimamente importi per un totale di Euro 163.226,23, per cui in luogo di un saldo a debito dell’attore, alla data del 31.12.2014, per Euro 57.083,00 risultante dalla contabilità dell’istituto di credito, è stato accertato che, in realtà, in pari data risulta un credito in favore dello stesso attore per Euro 106.143,23”.
Per la banca anche il pagamento delle spese di lite e quelle della consulenza tecnica d'ufficio.