Avellino

Aldo Fenizia i manifesti li ha incocciati alle 23,30. E allora, da buon cronista, li fotografa e spedisce in redazione. Sono manifesti a lutto e riguardano l'uomo comune, quello che Pirandello destinava all'indistinto dei 100mila: "Ha concluso la sua missione terrena Luigi Bianchi, da cassa integrato a cassa da morto". Oppure, più in basso, l'epigrafe per Mario Rossi, deceduto nel mentre "Aspettava la cassa integrazione". Ma c'è anche Rosa Giuliani la cui missione terrena si è conclusa perché "non voleva indebitarsi con il Mes", il meccanismo di stabilità economica creato dall'Unione europea per fronteggiare l'emergenza Covid e al quale Conte e i 5Stelle non vogliono accedere per misteriose ragioni politico contabili.

In rigorosa parità di generi, a far schiattare la quarantaquattrenne Anna Bellini, stando agli stampati, ci ha pensato l'inappagato desiderio di vedere per sé gli "aiuti statali della fase sette", che magari, forse, riusciranno a farla resuscitare. Infine, c'è l'annuncio del passaggio a miglior vita di Giulio Ferrari "sopravvissuto al Covid e ucciso dal Governo". Defunti anche Alfredo Caputo "cassaintegrato sorpassato da reddito di cittadinanza" e Emiliano D'Alessandro che "lavorava sempre".

Tutti richiamano a una fantomatica protesta per domani... nella chiesa parrocchiale, nell'ambito di riti funebri.

Ma sono solo sfottò. Rappresentano l'unica arma che non potrà mai essere negata alle persone che tutti i giorni si confrontano con la lotta per la sopravvivenza economica: l'ironia che mette all'indice chi, stando nei palazzi del potere romano, non comprende più le esigenze di tutti i giorni.

Che parlino male del Governo e che vengano affissi all'ingresso di una Istituzione come l'Inps lascia intendere che si possa trattare di una iniziativa di marketing politico di centrodestra. Visto che in una provincia addormentata come Avellino, un guizzo del genere non te lo aspetti da ragazzi, potrebbe trattarsi di una iniziativa regionale che ha trovato in città, ad Avellino, la sua prima applicazione. Chissà, forse qualcuno provvederà a rivendicare l'inziativa, che è popolare (o populista, decidete voi), da opposizioni che si preparano alle prossime elezioni regionali.

L'avvio di una sana schermaglia sempre più necessaria in questi tempi di comunicazioni "unilaterali", calate dall'alto senza alcuna mediazione, confronto con un minimo di critica. Già, la critica: frutto di cervelli in attività, quindi rara e difficile.