Benevento

Il Venezia è sempre nelle sabbie mobili della bassa classifica, anche se tre lunghezze di vantaggio sulla terz'ultima potrebbero persino far dormire sonni relativamente tranquilli. Alessio Dionisi l'ha fatto intendere, gli potrebbero bastare anche solo nove punti. Quelli delle tre partite casalinghe contro Pescara, Juve Stabia e Perugia: “Le prossime tre partite al Penzo saranno decisive – ha detto dopo la sconfitta contro l'Empoli – sapevamo che questo campionato sarebbe stato deciso alla fine. E noi siamo di nuovo in mezzo alla bagarre a lottare”. Dionisi sa bene che la sua squadra dovrà improvvisamente cambiare rotta: finora è mancata proprio nelle gare casalinghe, basterebbe dare un'occhiata alle due classifiche virtuali. Al Penzo ha totalizzato 14 punti e occupa un desolante penultimo posto. Fuori è stata ben più brillante: 25 punti (6 vittorie, 7 pareggi, 3 sconfitte) e terzo posto alle spalle di Benevento e Cittadella. Ma in questo finale di stagione le farebbe comodo invertire senso di marcia: vincere in casa e prendere quello che viene fuori (Benevento, La Spezia e Cittadella). Al Vigorito riavrà Modolo, ma perderà un altro espertissimo, l'ex Juve e Toro, Cristian Molinaro: “Perderlo non ci voleva – ha sospirato Dionisi – andiamo ad affrontare la squadra più forte del campionato, anche se viene da una sconfitta e dai festeggiamenti. E' certo che contro di noi non vorrà sbagliare”.

Quella che per il Benevento è diventata la partita del “riscatto”, è certamente particolare anche per Pippo Inzaghi, che proprio in Laguna ha ricominciato la scalata al calcio che conta, andando a prendere una squadra di C e portandola ad un passo dalla A. Ma non è disposto a fare sconti, perchè quel ko di Crotone non lo ha lasciato indifferente. E poi deve testare fino in ultimo la determinazione del suo gruppo: “Il nostro segreto – ha detto a Sky – è stato quello di non esserci mai accontentati. Di essere andati in campo sempre per vincere anche quando avevamo 24 punti di vantaggio. Altrimenti non si uguaglia un record che durava da 42 anni”.

Ecco ciò che Superpippo vuole ritrovare nei suoi: quella voglia di non accontentarsi mai. Quella voglia che aveva lui quando giocava, quella che gli permise di andare a giocare l'ultima partita della sua carriera a San Siro dopo un lungo infortunio (contro il Novara) e di segnare dopo due minuti essere entrato in campo. Non accontentarsi mai e terminare questa stagione in gloria, come meritano tutti, dalla società, alla squadra, allo staff, ai tifosi.