Benevento

E' inutile ripetersi, il Benevento ha staccato la spina e continua a giocare con energie insufficienti. In B (ma anche nelle altre categorie) quando manca l'agonismo è impossibile cogliere delle vittorie. Ogni valutazione, dei singoli, della squadra, della tattica, viene meno se non si pareggia l'agonismo con quello degli avversari. Basterebbe leggere i dati statistici per rendersene conto: 30.25 di possesso palla per il Benevento, 10.42 per il Trapani. Una partita accademica quella dei giallorossi, fatta di giri palla, di controllo del gioco, ma mai di affondi decisivi. 

Inzaghi ha sbottato, non gli è piaciuto l'atteggiamento dei suoi: “Non sono contento, è ora di tornare a vincere”. Facile a dirsi, più complicato a farsi.

Del resto non si può neanche trasformare una prodezza in una iattura: aver chiuso i conti matematici con sette giornate di anticipo è un dato statistico da “guinnes dei primati” e ora non può diventare addirittura una maledizione.

Inzaghi le ha provate tutte: prima i record, poi il “precampionato” per la A. Ha detto senza alterarsi che ai suoi non gli si può chiedere più nulla dopo le tante imprese che hanno fatto. Eppure scoccia tanto anche a lui che questo finale sia inficiato da risultati non all'altezza della fama della squadra più forte della serie B.

Ora è davvero difficile lasciarsi andare a valutazioni: ci sono troppi condizionamenti, non ultimo anche questo dopo-lockdown che ha scombussolato un po' tutto. Avete visto i risultati? E' stata la serata delle squadre di bassa classifica: del Cosenza, della Juve Stabia, dell'Ascoli, della Cremonese, oltre che del Trapani. Chi aveva bisogno di vincere laggiù, ha vinto. Perchè in un momento come questo la cifra tecnica si è quasi livellata, contano soprattutto le motivazioni e l'agonismo

Quando tutto funzionava alla perfezione, questa gara il Benevento l'avrebbe vinta, magari con uno spunto isolato e certamente con maggiore determinazione in difesa. Ora queste virtù sono difficili da ritrovare. Anche se Inzaghi tornerà a fare il martello nelle ultime quattro partite. Perchè gli secca tremendamente quello che sta accadendo e non ci sta ad accettarlo passivamente.

La squadra ora va in Sardegna dove è in vacanza il patròn: un miniritiro, una vacanza premio, un misto fra le due cose. Anche se Inzaghi ha detto che ai suoi non può chiedere più nulla, scommttiamo che gli chiederà con un certo piglio di raddrizzare la barca per queste ultime quattro partite. “Se stacchiamo la testa diventiamo una squadra normale”. Ecco è quello che Superpippo non vuole che accada.