Nessun nome, certo, ma una serie di frasi che avevano scatenato un vespaio di polemiche. Era inevitabile che accadesse in una piccola comunità come quella diun centro a poca distanza da Benevento, dove erano stati in tanti a rizelarsi, sentendosi offesi nell'onore e nella dignità, per quelle espressioni su facebook nelle quali in qualche modo si erano riconosciuti. Le aveva pubblicate una 70enne, per questo rinviata a giudizio per diffamazione: un'accusa dalla quale oggi è stata assolta dal giudice Lignelli perchè il fatto non sussiste.
Nessuna valenza denigratoria, dunque, per le affermazioni della donna, così come aveva chiesto l'avvocato Fabio Russo. Le aveva postate il 7 e l'8 febbraio del 2017 su una pagina del paese dedicata ai pettegolezzi, con una denominazione inequivocabile.
“C'era una volta un vecchietto che aveva tanti soldi e una persona se ne è appropriato..”, aveva scritto. “Se la statua di San Rocco potesse parlare!”, aveva alluso. Poi se l'era presa con un professionista, invitandolo “a stare attento quando vai alla rotonda di Padre Pio a Benevento a pregare”, e con “quello che ha messo incinta l'amante... è meglio tua moglie”.
Un repertorio di bassa lega nel quale erano finiti anche un pesante apprezzamento: “Eri una bella donna e ti sei messa con un cesso”, un annuncio beffardo: “Tu lavori e lui porta i soli a me.. e io me lo sc...”; una considerazione, chiamiamola così: “Lui sta con te perchè si dispiace che sei una ex tossica”. E, tanto per non farsi mancare davvero nulla, i riferimenti maliziosi a chi lavora perchè “è raccomandata”, ad una casa del Comune diventata “un deposito”, a presunti incontri pecorecci. Inevitabile l'avvio di una inchiesta, sfociata nel processo, ora concluso con l'assoluzione della protagonista