Benevento

Sono sei le persone che compaiono nell'avviso di conclusione dell'indagine del sostituto procuratore Maria Colucci sulla morte di Vincenzo Iannella, 57 anni, di Paupisi, avvenuta l'8 settembre del 2019 mentre a Torrecuso stava lavorando, per conto di un'impresa del posto, per gli interventi di rifacimento delle fogne per l'istituto comprensivo del paese.

L'elenco si apre con Nina Cerulo, 49 anni, amministratrice unica della 'Laepo', l'impresa esecutrice dei lavori, Robertino Peca, 43 anni, esercente di fatto dei poteri direttivi della società, e prosegue con il sindaco Angelino Iannella, 58 anni, Gerardo Rillo, 58 anni, capo dell'ufficio tecnico comunale, Giuseppe Zotti, 64 anni, socio accomandatario della 'Euroscavi e trasporti', e Luigi Zotti, 38 anni, autista dell'escavatore della stessa ditta. A tutti viene contestata, a vario titolo, la violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro in un cantiere in cui era prevista la presenza, anche non contemporanea, della 'Laepo' e della 'Euroscavi'.

Secondo una prima ricostruzione, mentre era in uno scavo profondo cinque metri, l'operaio, sposato e padre di due figli in tenerà età, era stato travolto da una massa di terreno che l'aveva schiacciato e non gli aveva dato scampo. Inutili i soccorsi. Una fine assurda, un dramma che aveva notevolmente scosso l'opinione pubblica ea richiamato alla mente lo stesso, terribile destino toccato ad Arpaia, nell'agosto di quattro anni prima, ad un 50enne di Apollosa.

Difesi dagli avvocati Giuseppe Cerulo, Roberto Prozzo, Roberto Pulcino, Vincenzo Regardi, Luigi Giuliano e Giuseppe Sauchella, gli indagati hanno adesso venti giorni a disposizione per depositare memorie o chiedere di essere interrogati. Esaurita questa fase, il pm procederà alle eventuali richiesta di rinvio a giudizio. Per i familiari della vittima l'avvocato Giuseppe Maturo.