E' possibile che abbiano fatto tutto da soli, senza ulteriori sponde? Messa da parte, per adesso, la fase cautelare, con la conferma dell'ordinanza di custodia del gip Vincenzo Landolfi, di cui il Riesame ha annullato solo quattro capi di imputazione per due indagati, è questa la domanda più ricorrente rispetto all'inchiesta del sostituto procuratore Francesco Sansobrino e della guardia di finanza sui concorsi per le forze dell'ordine.
Oltre centodieci le persone complessivamente chiamate in causa, ma la sensazione è che non tutto, anzi, sia stato scritto dagli inquirenti. Certo: nella loro rete sono finiti impigliati un dirigente ministeriale, vigili del fuoco, finanzieri, poliziotti, carabinieri, intermediari ed una platea amplissima di aspiranti ad un'occupazione garantita a vita, ma all'appello manca ancora qualcosa.
Perchè, a meno che non si pensi ad una presunta, straordinaria capacità di condizionamento sullo svolgimento delle selezioni attribuita soltanto a coloro di cui abbiamo descritto le ipotesi di reato a carico- da dimostrare, ovviamente, in dibattimento - , è evidente l'assenza di quello che viene comunemente definito 'terzo livello'.
Una espressione fortemente abusata soprattutto nelle indagini e nei processi di mafia, che allude ad altre, e molto più importanti, responsabilità: politiche, degli apparati dello Stato. Un mondo di influenze che fino a questo momento, nel caso dei concorsi, potrebbe essere rimasto sotto traccia.
E' affiorato qua e là, ma, per quanto è dato sapere, senza quella forza indiziaria che ne avrebbe permesso la totale emersione. Consentendo, in questo modo, di ricostruire la scala gerarchica salita, gradino dopo gradino, da quanti hanno visto agevolato – in cambio di soldi, secondo l'impianto accusatorio – la loro ricerca di un posto al sole. Alla faccia degli altri e in dispregio del merito.
Una storia, purtroppo, molto italiana, di cui non si conoscono ancora gli ulteriori capitoli, indispensabili ad una redazione il più possibile completa. Materia di lavoro per Procura e fiamme gialle, a caccia di quanti potrebbero aver svolto un ruolo determinante nel rendere concreto l'attivismo interessato, e magari talvolta millantato, di chi è fin qui finito nel mirino.
Se esiste, come si sospetta, dove è annidato il famoso 'terzo livello'? Nei ministeri, nelle commissioni d'esame, tra le posizioni apicali delle divise? Tranne due, gli altri sei destinatari di una misura si sono avvalsi, durante l'interrogatorio di garanzia, della facoltà di restare a bocca chiusa. E' possibile che da ora in poi qualcuno di loro rompa il muro dei silenzi e la racconti tutta, ma davvero tutta, questa storia? Basterà attendere.