Benevento

La sottolineatura di Pippo Inzaghi è una riflessione ineccepibile: “Non invidio le squadre che devono giocarsi qualcosa di importante in questo rush finale: di questi tempi è tutto più difficile, lavorare con oltre 30 gradi non è certo il massimo. Per fortuna noi la nostra parte l'abbiamo già fatta”. 

Aver ridotto le due sfide più pericolose contro Crotone e Frosinone al rango di “amichevoli” (o poco più...) non ha davvero prezzo. Andarsi a giocarsi una fetta di promozione allo Stirpe a tre giornate dalla fine avrebbe richiesto un dispendio di energie sovrumano, ma il Benevento ormai da quattro giornate ha già tagliato il traguardo matematico della serie A e a Frosinone si presenterà, maestoso, con i suoi 80 punti guardando i ciociari dall'alto in basso, lontani ben 27 lunghezze (53).

Pippo lo sa che non può chiedere più nulla ai suoi, prova per un attimo a far rifiorire la vecchia storia dei record, ma poi dice che ha quasi perso il conto di quelli già conquistati. E allora nel nuovo Stirpe, campo mai calcato prima d'ora dai giallorossi, c'è solo da tenere alta la reputazione della capolista, magari sfruttando la freschezza e la voglia di qualche altro millennial della “cantera” che alla carenza di esperienza sopperisce con un entusiasmo che solo i giovani possono avere.

IN RAMPA DI LANCIO. Uno è già “formato”. Giuseppe Di Serio ha fatto anche il ritiro di Pinzolo e Moena con la prima squadra: serviva un attaccante e lui che abitava a Trento (è nato lì il 20 luglio del 2001, ma ha origine tarantine) era in zona e reperibile all'istante. Una combinazione, non solo casuale però. Il ragazzo ci sapeva fare ed è di una serietà assoluta. Inzaghi lo ha subito apprezzato e ora prova a ritagliargli i giusti spazi nella squadra che sta chiudendo il campionato. Stasera potrebbe toccare a lui: Inzaghi ha promosso una sorta di “staffetta” tra il giovane talento e Gabriele Moncini: giocheranno una partita ciascuno da titolare tra stasera e lunedì contro il Chievo.

L'altro giovanissimo che potrebbe fare capolino sin da subito nell'undici di stasera allo Stirpe è Christian Pastina, un altro 2001 (di febbraio), che ha appena fatto l'esordio in prima squadra contro il Livorno. Inzaghi lo ha schierato da esterno sinistro, ma il suo vero ruolo è quello di centrale di difesa. Era il capitano della Primavera di Romaniello, personalità spiccata e il “vizietto” del gol su punizione. Un bel biglietto da visita per il ragazzo nato nella Spes Battipaglia, e poi curato nella “Futura Soccer”, la scuola calcio del papà Orlando, ex centrocampista di buon livello della Battipagliese.

LA COSA PIU' BELLA. Lo ha detto Superpippo: “La cosa più bella di questo finale di stagione sono i giovani. Ci tiene fortemente e soprattutto vuole sottolineare che la scelta di madarli in campo non è affatto un contentino, ma tutti si sono guadagnati ciò che ottengono. Vuole valorizzarli, senza rischiare di bruciarli: per questo non li manda in campo allo sbaraglio, ma li circonda di atleti esperti, in modo da poter fare apprendere loro qualcosa in più nel corso della gara. Questo vuol dire che all'utilizzo annunciato di qualche giovane, si contrapporrà la scelta di compagni esperti che proveranno a giocare un'alra grande partita sul campo frusinate. Si gioca pensando alla serie A, ma senza mai perdere d'occhio la possibilità di fare altri punti in questo finale di B.