Benevento

I soliti “urlatori” social gridano a combine e scandali perchè non sanno guardare più in là del proprio naso. In realtà questo campionato di serie B, che è stato finora semplicemente avvincente, è diventato un enigma ancora più inestricabile dopo il “lockdown”. Credete che se non ci fosse stata l'interruzione per il Covid ci sarebbe stata questa autentica polveriera che ad una giornata dalla conclusione vede fuori dalla mischia solo Benevento, Crotone e Livorno? In una sola giornata, quella di venerdì 31 luglio, ben 17 squadre potranno cambiare il loro futuro, anche solo conquistando un posto migliore nella griglia dei play off. Non c'è un solo altro verdetto già scritto ed è davvero da folli pensare che chi, come il Benevento, si è tirato fuori dalla mischia con ben sette giornate d'anticipo, abbia poi giocato distribuendo punti agli “amici”. Inzaghi l'ha detto più volte: “Meno male che abbiamo chiuso i conti prima, questo finale di stagione è stato pazzesco e davvero difficile da gestire”. Lo è stato per tutti, ancor più per chi ha dovuto fare i conti con infortuni e squalifiche. 

Il dopo lockdown è costituito da nove partite in cui la parte del leone l'hanno fatta le due squadre calabresi, il Crotone e il Cosenza (19 punti a testa): la prima s'è conquistata la serie A, la seconda probabilmente il diritto a giocarsi la salvezza. Il Benevento di punti in questo scorcio di campionato ne ha fatti 14, ma è bene sottolineare che di queste nove sfide ne ha giocate ben sei a risultato finale già raggiunto. I giallorossi sono stati bravi a farsi trovare pronti alla ripresa, hanno conquistato 7 punti nelle prime tre partite e la promozione aritmetica in serie A. Dopo era inevitabile che ci fosse un rallentamento, dovuto non tanto alle motivazioni mancanti, quanto ad un assetto di squadra che non è potuto più essere quello di prima. In ogni caso va detto che anche altre squadre con motivazioni ben più importanti non hanno fatto meglio in questo periodo: basterebbe ricordare gli stessi 14 punti dello Spezia, i 12 del Pordenone, del Cittadella e del Chievo, gli appena 6 del Frosinone (crollo verticale). E' interessante sottolineare che il maggior numero di punti l'hanno conquistato le pericolanti: 19 il Cosenza, 18 il Trapani, 15 Venezia e Cremonese, 14 Ascoli. E che una, il Pisa, ne ha approfittato per volare con i suoi 17 punti nella zona play off.

Questioni di motivazioni, ma anche di parametri che sono stati sovvertiti dopo la sosta: in queste partite è contata soprattutto la condizione fisica (intesa anche come struttura), che ha alla fine avuto la meglio anche sulla tecnica. Ecco perchè per il Benevento è stato salutare tirarsi fuori dalla mischia con largo anticipo.

Il dato numerico è sotto gli occhi di tutti: la strega ha subito una sconfitta in 28 partite, poi ha incassato tre ko nelle ultime nove, tutte, si badi bene, a serie A già raggiunta.

Inzaghi ci ha provato con la storia dei record, ma si è capito che non fosse solo un fatto di motivazioni: in campo non è scesa più la squadra che aveva dominato ogni avversario prima del lockdown, quella ha lasciato per strada giocatori essenziali come Viola (9 gol), Coda (7 gol), senza contare i vari Tuia (5 partite giocate su 9), Letizia (3 partite su 9), Volta (4 su 9), Schiattarella (6 su 9). Si capisce che così l'assetto sia stato per molti versi stravolto e la squadra del “prima lockdown” non è più scesa in campo. Ma la cosa più importante quella squadra l'aveva già fatta: si era conquistata la seconda serie A della sua storia con un punteggio record. Un dettaglio mica da poco...