Impossibile trovare a Catanzaro, e non solo, un'aula talmente capiente da contenere tutte le parti. Ecco perchè è stata scelta la nuova aula bunker del carcere di Rebibbia, a Roma, per la celebrazione dell'udienza preliminare a carico delle 456 persone di cui la Dda calabrese ha chiesto il rinvio a giudizio nella maxi operazione “Rinascita-Scott contro le cosce di ‘ndrangheta del Vibonese.
Un appuntamento in programma l'11 settembre, che riguarda anche Franco Domenico De Iasio, 69 anni, di Benevento, già noto alle forze dell'ordine, al quale viene contestata, in concorso con altri, l'accusa di detenzione e spendita di banconote false, con l'aggravante di aver agevolato una ndrina della provincia di Vibo Valentia.
Difeso dall'avvocato Antonio Leone, De Iasio viene ritenuto responsabile di aver fornito una quantità imprecisata di banconote contraffatte, soprattutto da 20 e 50 euro, che sarebbero poi state messe in circolazione. I fatti si sarebbero verificati a Benevento e nel Vibonese tra l'ottobre del 2016 e gli inizi del 2017. Si tratta di un capitolo minore di una inchiesta che ha prospetato una moltitudine di reati, tra cui l’associazione mafiosa, l’estorsione, l’usura, l’omicidio e il traffico di droga e armi.
L'indagine della Dda di Catanzaro – 222 le parti offese indicate, tra le quali numerosi Comuni - si era conclusa a maggio, due mesi prima di quella che, diretta dalla Procura di Benevento e condotta dai carabinieri, è sfociata, a metà luglio, in una ordinanza di custodia cautelare a carico dello stesso De Iasio e di altre 43 persone. Nel mirino degli inquirenti, come è noto, un traffico di banconote e monete false in Italia e all'estero.
Il provvedimento restrittivo è stato poi annullato dal Riesame per carenza autonoma di valutazione, ed il 69enne è in attesa della decisione del gip Gelsomina Palmieri sull'istanza di revoca degli arresti domiciliari presentata dal suo legale.