In coda dalle 7,00 di questa mattina a Campo Genova, sotto il sole cocente di agosto, per fare un tampone. Sono i tanti cittadini irpini, molti rientrati dalle ferie già da 5 o 6 giorni, che si sono recati nel piazzale retrostante lo stadio Partenio per sottoporsi al test.
Nessuno – sottolineiamo nessuno - stando alle dichiarazioni raccolte tra i presenti, ha ricevuto alcuna comunicazione da parte dell'autorità sanitaria. Eppure tutti si erano scrupolosamente autosegnalati al rientro dalle ferie all'estero, così come imposto dalla nuova ordinanza regionale e poi con le successive disposizioni ministeriali.
“Lo abbiamo saputo per caso, attraverso i social, i siti di informazione, amici degli amici” hanno dichiarato ai nostri microfoni. E per puro caso, dopo quasi una settimana, hanno dovuto violare l'isolamento domiciliare per “tentare” di fare il test, arrivando in auto a Campo Genova dove c'era la stazione mobile. I sanitari, costretti a operare nelle tute di protezione con 35 gradi, hanno lavorato ininterrottamente fino alle 13,00 raccogliendo, insieme ai materiale biologico per i tamponi, anche le lamentele dei cittadini in coda.
In realtà la nota informativa, bollata come “atto soggetto a privacy” era stata opportunamente inviata ai sindaci dei comuni della provincia di Avellino, ma non ai diretti interessati,
Nella nota inviata dall'Asl ai sindaci, si legge che “in considerazione della numerosità di segnalazioni inerenti l'ingresso/rientro nel territorio nazionale di cittadini provenienti da Paesi esteri e considerato anche che le risorse di personale dedicato attualmente disponibile non consentono di provvedere in tempi brevi alle richieste pervenute con il metodo finora adottato del prelievo a domicilio, si ritiene indispensabile la realizzazione di punti prelievo fissi...”.
Intanto centinaia di personesono rimaste in autoquarantena senza poter rientrare a lavoro in attesa di una telefonata, un messaggio, una mail, qualsiasi cosa che potesse farli uscire dallo stato di impotenza in cui si sono ritrovati una volta rientrati dalle vacanze. E c'è chi dichiara di aver cominciato a telefonare all'Asl ancora prima di rientrare in Italia. Qualcuno ha chiamato persino i carabinieri dopo decine di telefonate e mail senza risposta. Altri si sono rivolti ai medici di base che ignari della procedura rimandavano all'asl.
Il caos e i disagi sono proseguiti fino ad oggi, quando finalmente si è sbloccata la situazione.
Al termine della prima giornata di screening l'Asl di Avellino ha poi provveduto a diramare una nota stampa in cui si fa il riepilogo dei tamponi somministrati.
n. 292 in totale in Irpinia, di questi: n. 180 ad Avellino, n. 50 ad Ariano, n. 32 a Sant’Angelo dei Lombardi, n. 30 da Unità mobile a domicilio.
Le operazioni di prelievo andranno avanti fino al 26 agosto nei tre punti di raccolta di Avellino, Sant'Angelo e Ariano.