Benevento

“Spero che questo luogo, oggi restituito alla comunità di Reino possa rappresentare un traino culturale per il nostro paese e per l'intero Sannio. Magari possa essere inserito nei circuiti del turismo culturale in modo che, ad esempio, chi visita le bellezze di Benevento o Napoli arrivi anche a Reino”.

È questo il sogno del sindaco Antonio Calzone che ieri ha presenziato all'inaugurazione del recupero archeologico del Castello Medievale di Reino.

È emozionato il primo cittadino che per tutto il pomeriggio ha accolto i numerosi ospiti e autorità che hanno partecipato all'evento con al centro il bellissimo maniero posto sulla rupe che domina la parte più antica del paese. Il castello fu eretto in epoca Normanna ed ampliato durante il periodo Angioino e nel Rinascimento e dopo aver esaurito la sua funzione militare, appartenne ad una famiglia e poi, anche in seguito ad un devastante terremoto cadde in rovina fino ad oggi quando è stato presentato il lungo e laborioso lavoro di restauro.

“Per decenni – spiega il sindaco Calzone – ha rappresentato solo un luogo di rovine inghiottite dai rovi, oggi l'antico maniero invece rappresenterà per sempre la nostra identità dopo il lavoro certosino di recupero dopo studi approfonditi dai quali è emerso che all'epoca avevano dato incarico ad uno storico di fare una ricerca e abbiamo scoperto che un estensore dell'epoca aveva proceduto alla valutazione di tutto il Feudo di Reino e in questi documenti aveva proceduto a descrivere dettagliatamente com'era il castello formato da oltre 40 stanze”.

Questa l'unica testimonianza scritta sul castello di Reino dalla quale è poi partito il lungo lavoro di studi, anche e soprattutto archeologici, grazie ai quali è stato possibile il recupero”.

“Dagli scavi archeologici che abbiamo fatto durante il recupero abbiamo accertato che la prima fondazione della rupe risale all'epoca Normanna – ha spiegato l'archeologo Mario D'Antuono -. Poi c'è una fase Angioina con la torre circolare ed un'ultima fase di vita del castello è stata caratterizzata dalla proprietà di una famiglia nobiliare dei Carafa i quali hanno trasformato il castello da un edificio militare a residenza signorile. Nel 1688 il castello venne poi distrutto – prosegue l'archeologo – da un devastante terremoto. Fino a qualche anno fa il castello era stato abbandonato. Era solo un ammasso di detriti invasi dalla vegetazione”.

 

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