Sfiorata la tragedia nel carcere di Bellizzi Irpino Avellino, dove in una violenta rissa tra detenuti un carcerato è stato accoltellato alla gola. La denuncia arriva da Emilio Fattorello, segretario nazionale Sappe per la Campania. “Almeno tre detenuti - un marocchino, un italiano ed un rumeno - sono stati autori di una violenta colluttazione. Il detenuto marocchino, con un’arma rudimentale da taglio creata con lamette posizionate su uno spazzolino da denti, ha colpito con inaudita violenza il detenuto rumeno. Il malcapitato tra le varie ferite ha riportato un grave taglio al collo che hanno procurato lesioni ai vasi sanguigni causando forte emorragia. Solo il provvidenziale e tempestivo intervento dei Poliziotti Penitenziari e del personale sanitario evitava il peggio provvedendo al ricovero, a vista, del soggetto che veniva ricoverato in codice rosso, per essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Ancora una volta le lamette in possesso dei detenuti diventano vere e proprie armi rudimentali idonee ad offendere. Il personale della Polizia Penitenziaria di Avellino, anche se in numeri ridotti al di sotto dei limiti minimi di sicurezza, nei turni serali, ha con grande professionalità salvato la vita al detenuto gravemente ferito ed in imminente pericolo di vita”.Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime solidarietà e vicinanza al personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Avellino e denuncia: “quel che è accaduto, di una violenza inaccettabile, ci ricorda per l'ennesima volta quanto sia pericoloso lavorare in un penitenziario. Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. E allora è mai possibile che nessuno, al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, abbia pensato di introdurre anche per la Polizia Penitenziaria ed i suoi appartenenti, per fronteggiare ed impedire aggressioni fisiche e selvagge, strumenti come quelli in uso a Polizia di Stato e Carabinieri, ossia pistola “taser” e spray al peperoncino? Rinnoviamo, alla luce del grave fatto accaduto al carcere di Avellino, la richiesta di un incontro con i vertici del Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione Penitenziaria per affrontare gli eventuali interventi da adottare, come ad esempio proprio le tutele da assicurare al personale di Polizia seervizio”.
Accoltella un detenuto con la lametta: è grave
Sangue e violenza nel carcere di Avellino. La denuncia del Sappe
Redazione Ottopagine