Il primo lo chiamano Batman, perchè proprio come l'eroe dal mantello con le ali di pipistrello ha il potere di volare da acrobata spericolato. L'altro da sempre l'hanno sprannominato Superbike, perchè proprio come quei bolidi a due ruote percorre chilometri e velocità siderali. Ghigo Gori e Christian Maggio fanno quasi ottanta anni in due, sono l'esempio di come la professionalità e la passione possano preservare una carriera tanto a lungo. Qualcuno dice di averli visti vagare per Shangri-La, il luogo immaginario descritto nel romanzo di Hilton, “Orizzonte perduto”, lì dove il tempo si è fermato e tutto scorre in un clima di pace e tranquillità.
Ghigo e Christian si sono legati al Benevento per un'altra stagione e la cosa potrebbe anche sembrare di routine, se non fosse che questa volta si gioca in serie A. Per il portiere di Taranto questo è nientemeno che il dodicesimo campionato in giallorosso, il primo nella massima serie: arrivò nel Sannio nel 2006 in C2 che aveva appena compiuto 26 anni, ha festeggiato i suoi primi 40 anni una settimana dopo la fine del lockdown (il 10 maggio), prima di vincere il suo ennesimo campionato con la maglia della strega. Una bandiera che sventola altissima, 218 presenze in giallorosso, il traguardo ambito delle 200 maglie col Benevento il giorno del derby con la Casertana il 13 marzo 2016: finì 6-0 per la squadra di Auteri, con un rigore parato dal nostro eroe a Marco Mancosu. Dopo quella stagione indimenticabile in cui ha affiancato nella storia del club sannita miti come Graziano Iscaro, Carlo Fracassi e Roberto Ranzani, il portierone tarantino ha giocato poco, ma ha continuato ad essere l'anima dello spogliatoio giallorosso. Uno a cui non si rinuncia e a cui Pippo Inzaghi chiede ancora di fare da punto di riferimento nei meandri della strega.
Da un esordiente in A, ad uno che nella massima serie è stato di casa fino a due anni fa: Christian Maggio ha collezionato addirittura 326 presenze tra Vicenza, Fiorentina, Treviso, Sampdoria e Napoli. Nel frattempo si è laureato vice-campione d'Europa con la Nazionale nel 2012 (in azzurro 34 presenze). 52 partite e 5 gol in giallorosso per lui nelle ultime due stagioni, ma un legame già solidissimo con l'ambiente e con la squadra, che non ha avuto neanche un tentennamento nell'affidargli la fascia di capitano. Una vita nel Napoli (308 presenze in ogni competizione, dal campionato alla Champion's League), un amore ricambiato con la tifoseria azzurra che lo avrebbe tenuto a vita all'ombra del Vesuvio. Poi la scelta di lasciare la maglia azzurra e di vestirsi di giallorosso: “Il direttore Foggia mi fece tornare il fuoco dentro. Il presidente Vigorito mi permise di tornare ad amare il calcio”. Parole d'amore in chi ha creduto in lui. E poi la scoperta di Superpippo: “E' stata decisiva una sua chiamata l'estate scorsa. Io riflettevo sul mio futuro, lui subito mi ha fatto sentire importante”. E così Christian ha capito che la vita può anche ricominciare a 38 anni ed ora può riprendersi quella serie A lasciata con il magone e riscrivere una favola in cui sono cambiati solo i colori.
Un esordiente e un veterano, la stessa suggestione, la medesima grande passione. E la strega gongola per i suoi due eroi che hanno scoperto l'elisir dell'eterna giovinezza.
Il dettaglio delle presenze di Ghigo Gori in giallorosso: 2006/07: 34+4*; 2007/08: 32; 2008/09: 19+4*; 2009/10: 30+2*; 2011/12: 16; 2012/13: 27; 2013/14: 11; 2015/16: 28; 2016/17: 9; 2018/19: 1; 2019/20: 1. Totale 208+10* = 218 presenze. (*) nei play off.
Il dettaglio delle presenze di Christian Maggio in giallorosso: 2018/19: 16+2*; 2019/20: 34. Totale 50+2* = 52. (*) nei play off.