Benevento

Tutto è relativo. Sarebbe bello far conto solo sulle proprie forze, ma non è così. Della serie: abbiamo fatto una squadra forte, di sicuro ci salviamo. Eh no, anche quello che sembra un fatto assoluto (una squadra forte) diventa relativo rispetto a ciò che valgono gli altri. Il giro di parole si riferisce al Benevento, ovviamente. E al suo prossimo campionato di serie A. Se lo chiedono tutti: sarà all'altezza la squadra di Pippo Inzaghi? E soprattutto sarà in grado di mantenere la categoria? 

Ecco dove interviene la “relatività”. Tutto questo non dipenderà solo dalla propria forza, ma anche da quella degli altri. All'indomani della compilazione dei calendari, Pippo Inzaghi si lasciò scappare una frase emblematica: “Dove peschi peschi, trovi una squadra forte”. Già, a prima vista tutte sembrano aver fatto gli sforzi giusti per presentare un organico competitivo e solo strada facendo potremo capire chi avrà azzeccato le mosse e chi le avrà sbagliate.

Di questi giorni si sprecano le previsioni, ognuno vota la sua griglia. Addirittura qualcuno è tornato a parlare delle cosiddette “sette sorelle”, che una volta comprendevano altre protagoniste. Oggi sono come sempre la Juve, le due milanesi, le due romane, poi Napoli e Atalanta. Sono le inavvicinabili, quelle contro cui bisogna solo farsi il segno della croce e sperare che abbiano pietà dell'avversario.

Ma il Benevento ha poco da spartire con queste sette, piuttosto gli interessa capire quale sia la forza delle altre. Alle spalle delle “sette sorelle” si sono mosse molto bene Fiorentina (Amrabat, Borja, Bonaventura), bene il Torino (Rodriguez, Murru, Linetty e il tecnico Giampaolo), abbastanza bene il Cagliari (Tripaldelli, Sottil, Marin e un difensore in arrivo nuovo di zecca). Nelle ultime ore anche le due genovesi hanno battuto dei colpi: Il Genoa ha preso Zajc dal Fenerbahce e riottenuto Perin dalla Juve, prendendosi anche Zappacosta in prestito dal Chelsea e facendo il filo a Piaça della Juve. La Samp comincia a muoversi e sta per prendere Keita Balde dal Monaco, mentre ha già richiamato dal Verona Valerio Verre. Numericamente parlando siamo a 12 squadre che non dovrebbero avere nulla a che fare con la salvezza. Ci aggiungiamo il Sassuolo di Roberto De Zerbi che s'è mosso poco sul mercato e che ha un gioco ormai collaudato, e siamo a 13. Si capirà che il lenzuolo comincia a lasciare scoperti i piedi: sono rimaste in sette e di queste, quattro si salveranno e tre retrocederanno. Vediamo chi sono, secondo il nostro ragionamento: Parma, Udinese, Bologna, Hellas Verona e le tre neo promosse, Benevento, Crotone e Spezia.

Sarà una lotta senza esclusione di colpi. Compresi gli ultimi da fare sul mercato. Le tre neo promosse, Benevento compreso, hanno l'incombenza di sovvertire un pronostico che tutti indicano avverso. In particolare la squadra giallorossa non vuole affatto ripetere il campionato di tre stagioni or sono e partecipare attivamente alla lotta per non retrocedere. Le griglie, anche la nostra, lasciano il tempo che trovano. E i pronostici, si sa, sono fatti proprio per essere smentiti. Il Benevento si è attrezzato proprio per questo.