Benevento

Da un lato il Comune di Benevento affidatario di un bene confiscato. Una palazzina e un capannone industriale, entrambi da ristrutturare e mettere in sicurezza. Da un altro l'Università del Sannio che ha offerto al Comune le proprie professionalità per mettere nero su bianco i progetti. Poi ci sono coloro che vorrebbero vedere finalmente quel bene confiscato alla criminalità restituito alla comunità. Tra questi l'associazione Libera, la Procura ed ovviamente la Prefettura. Tutti ieri pomeriggio erano attorno ad un tavolo posizionato con alcune sedie proprio all'interno dell'ex cementificio “Ciotta” a ridosso di contrada Masseria Nuova nella zona industriale Olivola a Nord di Benevento.

Nessun problema per il distanziamento sociale. Il piazzale della ex azienda che per decenni ha prodotto conglomerati cementizi è molto ampio. Miglia di metri quadrati con sopra una palazzina ad uso uffici di due piani e capannoni che ospitavano i silos, i camion e che oggi invece sono diventati la casa di piccioni e di qualche gatto randagio. Le porte in ferro, al pari di quadri elettrici, silos e cavi in rame sono stati rubati negli anni. E proprio dopo queste 'vandalizzazioni' in realtà sono solo furti, saccheggi, il Comune si era tirato un po' indietro per la gestione. Troppi soldi per rimettere tutto a norma e utilizzabile con fini magari sociali. Ed ecco che invece da ieri è entrata in gioco l'università con il rettore Gerardo Canfora che con il sindaco Clemente Mastella hanno firmato un accordo per progettare, trovare soluzioni a costo zero per il comune.

I soldi, almeno per una piccola parte potrebbero arrivare ora anche grazie ad un bando regionale. Una soluzione che punta anche ad accelerare, con meno costi possibili per un comune in dissesto, la possibilità di restituire realmente l'area alla città.

“L'idea è quella di assegnare almeno gli uffici alla protezione civile” ha annunciato l'assessore all'urbanistica Raffaele Romano, alto ufficiale in pensione della Guardia di Finanza con delega anche alla gestione del territorio, anticorruzione, anticorruzione interna, legalità e trasparenza, rapporti con le associazioni anticriminalità.

“Un bel progetto di collaborazione tra istituzioni finalizzato alla legalità”, ha commentato il sindaco Clemente Mastella.

“Questo bene aspetta ancora di essere restituito alla comunità, siamo alla fase iniziale. E' importante però che questi protocolli vengano riempiti dall'azione del fare, poi spetta ad Enti pubblici mettere insieme con un'azione sinergica risorse e professionalità per restituire questo bene ai cittadini”. Questo invece il monito lanciato dal procuratore capo di Benevento, Aldo Policastro che poi rimarca: “Non è la prima volta che veniamo in questo luogo che aspetta ancora di essere restituito alla collettività. A noi fa male pensare che ancora siamo alla fase iniziale. A queste iniziative deve essere data continuità. I protocolli devono essere riempiti di azioni”.

“Grazie al Prefetto Cappetta – presente con il Questore e i rappresentanti delle forze dell'ordine - e insieme all'Università stiamo progettando – ha spiegato ancora l'assessore comunale all'Urbanistica, Raffaele Romano - di reperire risorse, anche regionali, grazie ai progetti che i tecnici dell'Unisannio dovranno redigere. Il nostro intendo – ha poi spiegato concluso – è destinare la palazzina a casa delle associazioni”.

Soddisfatto del nuovo 'passetto' in avanti Michele Martino, referente provinciale di Libera: “continua questo cammino di restituzione del bene alla collettività. Questo bene confiscato rivivrà”. 
Ora la parola è passata ai professionisti dell'ateneo sannita che dovranno progettare la riqualificazione. Poi, al di là del finanziamento regionale, servirà finanziare l'opere, serviranno gli euro.