“Perchè non muori, così mi prendo la casa...?", avrebbe detto in una delle tantissime occasioni in cui se l'era presa con la madre, ai suoi occhi colpevole di non dargli i soldi per comprare alcol e droga. Pretese che lui, un 51enne di Benevento, avrebbe ripetutamente avanzato nei confronti della poverina.
E' ultraottantenne, è da tempo – secondo gli inquirenti – il 'bersaglio' delle condotte violente del figlio, con il quale convive, riassunte nelle ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione prospettate dal sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro nei confronti dell'uomo. Che, oltre a colpire con calci e pugni la mamma, l'avrebbe strattonata, minacciata e riempita di insulti di fronte al rifiuto di consegnargli il denaro di cui necessitava per le sue esigenze.
La poverina sarebbe inoltre stata offesa pesantemente (“Vecchia di m...) dal 51enne, che le avrebbe lanciato contro una sedia ed avrebbe causato danni anche all'appartamento. Un quadro di sofferenze, prevaricazioni ed umiliazioni per l'anziana, che lo ha denunciato, precisando che soffre di disturbi mentali per i quali usufruisce di una pensione di invalidità.
Da qui nasce la richiesta di incidente probatorio inoltrata dal Pm al Gip, per procedere ad una perizia psichiatrica che accerti la capacità di intendere e di volere, al momento dei fatti e attualmente, dell'indagato – è difeso dall'avvocato Tullio Tartaglia-, e se sia socialmente pericoloso.
Una brutta storia, purtroppo non l'unica nella nostra provincia, che parla di una condizione complessiva di disagio legata sia allo stato di salute della persona chiamata in causa, sia all'uso delle sostanze alcoliche e stupefacenti. Una situazione a dir poco problematica e più diffusa di quanto si immagini, vittima una donna in età avanzata.
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Sarà un giudice monocratico ad occuparsi del processo, fissato inizialmente dinanzi al Tribunale collegiale, a carico delle otto persone che a gennaio erano state arrestate in un'operazione antidroga dei carabinieri. E' la conseguenza dell'accoglimento, da parte del Tribunale, dell'eccezione sulla competenza per materia sollevata dall'avvocato Antonio Leone, alla quale si erano associati gli altri difensori: gli avvocati Nazzareno Fiorenza, Fabio Russo e Gerardo Giorgione.