Sant'Agata de Goti

Il vicecesindaco con delega al contezioso avv. Giovannina Piccoli torna sulla vicenda Fossa delle Nevi. La problematica relativa alla attività estrattiva della località così denominata è stato un tema affrontato già dalla precedente amministrazione con la Piccoli a rivestire la carica di Prima Cittadina.

“Torno sull’argomento - ha dichiarato - ora che le campagne elettorali sono terminate e le parole non possono essere né fraintese né più utilizzate per mera speculazione.

Durante la mia sindacatura si scelse di non far costituire in giudizio il comune di Sant’Agata de’ Goti, perché la mia convinzione era che gli Enti locali coinvolti sarebbero risultati soccombenti nei confronti della controparte Moccia Industria srl. Ciò è stato confermato dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 5482/2020 con la quale i comuni di Durazzano e Santa Maria a Vico sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Quella volontà di non far costituire l’Ente in giudizio nasceva da un’attenta analisi dei fatti e quindi dalla convinzione (perché la mia professione mi ha permesso di esaminare con attenzione il fascicolo processuale) che l’Ente, già in profondo stato di deficit, avrebbe dovuto sostenere anche delle spese processuali per supportare una posizione giudiziaria già sostenuta dagli altri due comuni costituiti.

 

Infatti anche altri Enti locali presenti nel primo giudizio avevano rinunciato alla proposizione dell’appello perché, ritenevano condivisibile la posizione del Comune di Sant’Agata de’ Goti, aggravata peraltro dalla situazione economico- finanziaria.

 

Quella scelta non può però essere letta ed interpretata come mancanza di volontà nel difendere e tutelare il territorio nel migliore dei modi.

La difesa ambientale è stata una priorità della mia breve sindacatura

- prosegue il vicesindaco Piccoli - e resta una priorità anche dell’Amministrazione Riccio, ma una costituzione in un giudizio, a sostegno di una posizione debole e comunque già messa in campo dai Comuni d Durazzano e Santa Maria a Vico, non può definirsi semplicisticamente un’azione a tutela del territorio.

In primo grado l’Ente ha condiviso con altri comuni l’azione giudiziaria nel convincimento che la stessa fosse necessaria per tentare di evitare l’attività estrattiva autorizzata all’ Industria Moccia srl.

All’epoca la condizione economico- finanziaria permetteva una valutazione diversa degli interessi in campo.

All’indomani del dissesto la comparazione degli interessi ha determinato una scelta diversa, che poi si è dimostrata vincente.

L’Ente non ha impegnato somme per costituirsi in giudizio e non ha subito la condanna alla soccombenza per € 5000,00.

Una sana ed efficace azione di governo è quella che tiene a cuore tutti gli interessi dei cittadini e lavora alacremente per contemperarli, perché il territorio “ siamo noi tutti”.

Rimarremo sempre disponibili ed attenti a qualsiasi altra azione che si vorrà intraprendere nella direzione di mantenere indenne il territorio da scempi paesaggistici, valutandone, comunque l’efficacia e i costi, perché non possiamo permetterci di sottrarre risorse ai servizi essenziali che devono essere garantiti ai cittadini.

A chi, tra i consiglieri di opposizione, oggi chiede lumi sulla vicenda attraverso la stampa, vicenda che peraltro conosce molto bene, visto che ne è stato protagonista in un recente e meno recente passato, mi sento di dire solo che il paese è in buone mani. La città ha parlato chiaro con il voto del 20 e 21 settembre.

Sapremo rappresentare gli interessi del territorio e valutare le azioni politiche sane da mettere in campo”.