Si rinnovano gli appelli da parte delle leghe con il Comitato 4.0 attento nel sottolineare la necessità di aiuti diretti ai club per sostenere l'impatto economico causato dal covid-19. Le società di basket richiedono novità sugli spettatori. "A pochi giorni dall'inizio ufficiale della nostra stagione, è arrivato il momento di chiedere, anzi esigere chiarezza dalle Istituzioni chiamate a decidere le sorti del mondo dello sport. - ha spiegato il presidente della Lega Nazionale Pallacanestro, Pietro Basciano, con una lunga nota - E, nello specifico, di quello che rappresentiamo come LNP, con le nostre 91 Società associate. A ridosso dalla prima palla a due vige uno stato di totale confusione, nel quale Regioni, Comuni e Questure si rimpallano responsabilità e poteri decisionali: fino all'assurdo di un nostro Club di Serie A2 cui è stata concessa agibilità per 200 spettatori quando nello stesso palasport, per un campionato di uno sport diverso, è stata concessa agibilità per 800. Questa disuguaglianza è inaccettabile".
Sugli spettatori: “In merito alla ventilata ipotesi dei duecento accessi consentiti alle gare da disputarsi in impianti al coperto, in valutazione nel prossimo DPCM, è a questo punto obbligatorio sottolineare come il rischio economico per i nostri Club, già gravoso, si trasformerebbe in insostenibile. Mettendo in forte discussione la prosecuzione dell’attività. Non è chiaro a nessuno su quale base scientifica debba basarsi quel numero, che ha un significato se rapportato ad un impianto da duemila posti, come è la capienza minima per la nostra Serie A2, oppure in uno da quattrocento come è per la Serie B. Per questo non si può prescindere da una valutazione della percentuale di pubblico cui consentire l’accesso alle gare. E quando parliamo di pubblico intendiamo di spettatori. Esclusa quindi la quota dei 120 pass stabiliti dal Protocollo FIP e che disciplina la presenza di squadre, arbitri, Forze dell’Ordine, sanitari, media, eccetera. Di questo il Comitato 4.0 sta parlando in queste ore con le Istituzioni. Questa quota va tolta dal Protocollo perché ciò di cui si parla, ed è aspetto fondamentale per i nostri Club, è quanto pubblico può affluire negli impianti".
Sulle capienze: "Nessuno ha illustrato il rischio di contagio nell’avere mille spettatori in un impianto da quattromila. O cinquecento in uno da duemila. Noi siamo certi che la percentuale del 25 per cento sia quella corretta. Ovviamente, e tassativamente, nel rispetto delle disposizioni anti Covid-19, su misurazione della temperatura, distanziamento, mascherine e steward. I Club stanno investendo su questo e questi investimenti vanno rispettati. LBA ha dimostrato, in occasione della Final Eight di Supercoppa, come con l’organizzazione strutturata su numeri sostenibili la sicurezza del pubblico possa essere garantita. E lo stesso faremo noi, come LNP, in occasione della fase finale della nostra Supercoppa. Con la collaborazione di tutti, ad iniziare dagli spettatori che avranno massimo rispetto delle disposizioni pur di far vivere il desiderio di tornare. E mi appello anche all’applicazione di buon senso, per non essere quelli che “costringono” ma semmai proprio coloro che attraverso i Club stanno dedicando, in una fase di grande complessità, impegno e risorse economiche pur di poter tornare a vivere l’impegno sportivo. E farlo assieme ai propri appassionati, nella massima sicurezza".