“Ho espresso un'opinione da uomo libero in un Paese libero (Zero tituli, n.d.r.), e subito ho sentito il rumore dei nemici. Questo mi piace: ho parlato e ora sono tutti qui...", aveva detto Jose Mourinho nel 2009, come allenatore di una Inter che avrebbe condotto alla conquista del Triplete – un traguardo che in Italia da oltre 10 anni non è mai stato eguagliato -.
Un'espressione 'sparata' sul volto di una informazione che, anche in campo calcistico, era piegata agli interessi dei soliti 'padroni delle ferriere'. Lo 'Special one', un genio anche nel campo della comunicazione, aveva dimostrato per l'ennesima volta di aver imparato in fretta vizi e virtù del nostro Paese, nel quale era approdato pochi mesi prima, guadagnandosi in fretta l'etichetta di antipatico, ovviamente agli occhi di quanti avevano ricevuto il compito di provare a demolirlo. Fatica inutile.
Ecco, il rumore dei nemici sembra essere tornato prepotentemente di attualità in questi giorni, in coincidenza con il prevedibile aumento dei positivi al Coronavirus. Un fenomeno che ha interessato, e sta continuando a farlo, un bel numero di regioni. Eppure, nonostante il dato complessivo, il dito accusatore pare puntato soltanto contro la Campania.
Se sono comprensibili le ragioni degli avversari politici – e dei loro supporters- del riconfermato presidente Vincenzo De Luca, che ha 'asfaltato' chiunque abbia tentato di sbarrargli, o rendere più complicato, il passo, allo stesso modo lo sono le reazioni di un certo mondo dell'informazione, con referenti imprenditoriali e partitici noti ai più.
Lo spettacolo ormai rimbalza ogni giorno, da mattina a sera, attraverso gli schermi televisivi, gli interpreti sono quasi sempre gli stessi, e non a caso. Sono coloro che per mesi altro non hanno potuto che mordersi la lingua di fronte alle inefficienze mostrate dopo lo scoppio della pandemia; che hanno dovuto assecondare un racconto che ha portato sul banco degli imputati, inevitabilmente, realtà che da sempre sono state indicate come modelli di eccellenza.
Non ci sono dubbi sul fatto che la Campania abbia fatto poco per togliersi di dosso l'immagine che storicamente le è stata appiccicata, e che il suo sistema sanitario presenti da decenni delle falle che ancora non si riesce a tappare. Sarebbe sciocco negarlo, è la realtà, alla cui rappresentazione andrebbero aggiunte, per completezza, anche le cose positive che l'assistenza medica fa registrare. Facciamo finta che queste ultime non esistano e concentriamoci soltanto sugli aspetti negativi.
Come il protagonismo di De Luca, quel suo essere sceriffo che gli attira tanti consensi e il disprezzo da parte di chi ritiene che faccia soltanto scena, che sia solo 'chiacchiere e distintivo'. D'accordo, mettiamo che sia così, ma tutto ciò che c'azzecca con il 'rumore dei nemici', con quel chiacchiericcio che, rimasto silente troppo a lungo, altro non attendeva se non il momento nel quale accusare la nostra terra ed i suoi rappresentanti, dando voce alla fortissima sete di rivalsa nei confronti di un territorio che fino a questo momento, pur tra tantissime difficoltà, è riuscito a contenere i danni?
Mal comune mezzo gaudio oppure lo sforzo per dimostrare che i cosiddetti migliori restano sempre gli stessi, nonostante tutto? Roba da pazzi, ma l'Italia è così. E Mourinho, che è portoghese, lo aveva capito prima degli altri.