Nell’immaginario collettivo di Roma – Benevento, rientra sempre Carlo Zotti. L’ex estremo difensore, oggi preparatore dei portieri del Lecco, è sannita purosangue (la famiglia è di Foglianise) ma in passato ha vestito la maglia giallorossa della Roma, giocando con compagni di squadra di livello mondiale come Totti e Batistuta. Un’esperienza di grande impatto per Zotti che non ha mai nascosto la propria passione nei confronti della Strega:
“Già vi dico che tiferò per il Benevento, seppure la Roma mi sia rimasta nel cuore. Sono sannita e quindi sostengo questa squadra che ammiro molto. In passato non c’è mai stato modo di giocarci. Spesso avevo bisogno di provare delle esperienze in prestito, ma la Strega militava in altre categorie. Da poco sono diventato allenatore. Lo scorso anno ero senza squadra e più volte mi sono recato all’Imbriani per assistere agli allenamenti di Inzaghi, dove c’è il mio collega Petrelli che conosco bene e stimo molto. C’è stato un puor parler con Foggia per una possibile collaborazione nel settore giovanile, ma poi non si è fatto nulla perché ho ricevuto la chiamata del Lecco in Lega Pro. Da parte mia non c’è rammarico di non aver mai giocato nel Benevento perché spero sempre di lavorarci, chissà se in futuro potrà accadere. A prescindere dal mio percorso resta sempre la mia città”.
Il Benevento è partito bene in campionato. Che impressione ti ha fatto?
“Sono affascinato per due motivi: ha dimostrato di essere un gruppo capace di reagire, oltre a essere all’altezza della serie A. La reazione vista con la Sampdoria è stata notevole, mostrando una maturità nettamente superiore rispetto a quanto visto tre anni fa. La società ha cercato di non commettere gli stessi errori e ci è riuscita, soprattutto a livello di mercato. Sono arrivati dei calciatori importanti, poi Inzaghi è stato a dir poco fenomenale nel creare un gruppo di lavoro che lo segue con grande entusiasmo, capace di manifestare in campo gli schemi e le idee giuste. Complimenti a Foggia, con il quale ho giocato ad Ascoli, che ha completato la rosa con i tasselli giusti, chiedendo al presidente di compiere qualche sforzo ulteriore. Sono piacevolmente colpito dalla realtà giallorossa, ma non sorpreso. Aspettiamo la decima di campionato per capire dove potrà arrivare”.
Conoscevi il Foggia calciatore. Ti aspettavi un exploit del genere da parte sua come direttore sportivo?
“Ai tempi dell’Ascoli eravamo molto affiatati anche fuori dal campo. Era impressionante perché conosceva tutti i calciatori, anche quelli del calcio estero e delle categorie minori. Intravedevo per lui una carriera da procuratore, ma è riuscito a imporsi come direttore. Sta facendo benissimo, poi ha trovato l’ambiente giusto e un presidente importante. Sono contento per lui. Ho notato un’attenzione da parte sua anche per il settore giovanile, un aspetto non di poco conto e sul quale il Benevento punta molto”.
Da ex portiere e attuale preparatore, cosa ne pensi di Montipò?
“Stiamo parlando di un ragazzo che lo scorso anno è stato il miglior portiere della serie B. Certo, la squadra volava, ma spesso per un estremo difensore le cose si fanno difficili proprio quando sei poco impegnato. Devi essere sempre decisivo e presente nelle poche azioni che devi sventare. Montipò ha riconquistato la fiducia dell’ambiente dopo qualche errore commesso nei play off: è stato molto bravo. Un grande lavoro l’ha fatto Petrelli, dandogli la giusta tranquillità e correggendogli delle piccole cose a livello mentale. Foggia, inoltre, non ci ha pensato due volte a riconfermarlo: per un portiere sentire la fiducia di tutti è fondamentale”.
Cosa ricordi dell’esperienza vissuta con la Roma?
“E’ un ricordo indelebile. Sono andato via da Foglianise a tredici anni per crescere nelle giovanili della Roma e riuscendo ad arrivare in prima squadra. L’allenatore era Capello, uno che non poteva badare molto ai giovani perché guidava squadra stellare. Promosse solo me, D’Agostino e De Rossi. Custodisco gelosamente l’esordio in Champions League e anche la convocazione con la nazionale under 21”.
Come prevedi l’incontro di domenica prossima tra Roma e Benevento?
“Sono sincero: vedo una sfida alla portata dei sanniti. Ovviamente la Roma resta sempre la Roma, con tutte le sue difficoltà. A me piace molto come gioca Fonseca, ma si trova in un ambiente confusionario a livello societario. Il Benevento sta bene e sono certo che si giocherà la partita a viso aperto, anche perché Inzaghi punta molto su questo aspetto. Ci sono giocatori importanti e uno staff che cura ogni particolare. Non sarà affatto semplice, ma ci sarà da divertirsi. Io tiferò per la Strega, su questo non ci sono dubbi”.