Benevento

Hanno sostenuto di essere stati aggrediti e picchiati, ma il gip Vincenzo Landolfi ha confermato i domiciliari per Salvatore Giraldi, 60 anni, e disposto l'obbligo di dimora per il figlio, Emilio, 37 anni, di Benevento, che inizialmente era stato sottoposto alla stessa misura degli arresti in casa.

E' l'epilogo dell'udienza di convalida di questa mattina per le due persone fermate da polizia e carabinieri, con le ipotesi di reato di lesioni aggravate e porto abusivo di arma, dopo l'assurdo episodio accaduto nella notte tra sabato e domenica nella centralissima piazza Risorgimento, teatro di uno scontro violento che si era concluso con quattro giovani costretti a ricorrere alle cure dei medici.

Avevano fatto altrettanto anche i due indagati, con Salvatore Giraldi giudicato guaribile in trenta giorni, dai medici del Fatebenefratelli, per la rottura della spalla sinistra, mentre erano state meno pesanti le conseguenze per Emilio.

Assistiti dall'avvocato Gerardo Giorgione, entrambi hanno offerto la loro versione sui fatti. Emilio ha raccontato che, mentre transitava in sella alla sua bici elettrica, in compagnia di un amico, dinanzi all'hotel President, una ragazza si era rivolta in malo modo nei loro confronti, invitandoli ad “andare a rompere i c...” da un'altra parte.

Loro, ha aggiunto, si erano allontanati, ma successivamente il 37enne, dopo averla notata nelle vicinanze del Liceo classico, si era avvicinata a colei che aveva usato quell'espressione, per chiederle perchè ce l'avesse con lui. Lei gli aveva risposto che era una poliziotta, è a questo punto, secondo la sua ricostruzione, che era dapprima stato accerchiato e poi, mentre cercava la sua bici, che qualcuno aveva portato via, colpito da quattro-cinque giovani.

Era caduto sull'asfalto, sanguinando, ma era riuscito a chiamare telefonicamente il papà, che era subito corso in suo aiuto. Una volta sul posto, Salvatore Giraldi, che si era portato dietro una katana, la spada giapponese, aveva rinvenuto il figlio a terra ed aveva tentato di farlo rialzare. Anche lui era stato colpito e percosso, ecco perchè aveva reagito, ferendo, a sua volta, alcuni dei presenti – due di loro, rappresentati dall'avvocato Sergio Rando, hanno già depositato una querela -.