Avellino

"Sessanta contagi in un giorno e un decesso. Invece di prevenire il coronavirus lo stiamo, ancora una volta, inseguendo”. Così l’infettivologo, il dottor Nicola Acone, commenta amaro i nuovi numeri del contagio in Irpinia. Il dottore riflette sui numeri e spiega: “Il numero dei tamponi fatti è ridottissimo, le azioni di prevenzione, è sotto gli occhi di tutti, sono state inefficaci”.

 E il bollettino dei casi dell’Asl di Avellino punta dritto a quota 700 nella seconda ondata della pandemia in Irpinia. Il Coronavirus attacca i comuni in provincia di Avellino, il Covid Hospital ha solo 10 posti disponibili. 39 i ricoveri. E nelle scorse ore c’è stato un altro decesso. Si tratta di un anziano morto al Rummo di Benevento. Al Moscati di Avellino e' deceduto un 60enne di Grottaminarda, con patologie pregresse. Proprio nel nosocomio di Avellino le morti sono state sei in soli cinque giorni. Cifre che hanno oltremodo allarmato i cittadini sulla pericolosità del virus. In tutti i casi di decesso si è trattato di paziente con altre patologie compresenti, che presentavano quadri clinici di partenza seriamente compromessi. Ma intanto l’escalation di morti allarma un po’ tutti anche perché abbinata all’impennata di contagi e ricoveri. Sono ritornate le ambulanze in attesa con casi, o spetti casi, covid al Moscati. Immagini che hanno fatto ripiombare l’Irpinia nell’allerta coronavirus, dopo i mesi di calma apparente dell’estate.

Un solo ricovero, nella giornata di ieri, nel Covid Hospital di Avellino. Si tratta di un uomo di 78 anni di cittadinanza francese che era a bordo di una nave da crociera attraccata al porto di Napoli e trasportato ad Avellino da un’ambulanza privata. Intanto sono 699 i casi covid in Irpinia da inizio luglio.

«La fase 2 dell’emergenza Covid-19 era prevedibile, pertanto ci saremmo aspettati una migliore organizzazione delle Aziende sanitarie della nostra provincia», dicono Romina Iannuzzi e Michele Rosapane, segretario provinciale e aziendale del Nursind. «Invece, a distanza di 4 mesi, il marchio di fabbrica che contraddistingue la gestione di questa fase da parte dell’Asl di Avellino e dell’Aorn Moscati è l’impreparazione organizzativa». Le criticità emerse durante questo incremento dei contagi sono le stesse riscontrate nella prima fase: «Sono diverse le problematiche che ci preoccupano a cominciare dal numero insufficiente di personale», sostengono i sindacalisti. Nonostante la Regione Campania abbia ricevuto numerosi flussi di finanziamenti dal governo nazionale, le Aziende si trovano a dover fare i conti con una grave carenza di personale infermieristico e socio sanitario: «Si registrano gravi carenze di personale sanitario soprattutto nella medicina territoriale. Eppure il decreto Rilancio ha previsto l’istituzione della figura dell’Infermiere di Famiglia, ma l’Asl di Avellino non ha provveduto finora a reclutare questa figura».

«Tutt’ora si registrano grosse criticità nei tempi di esecuzione dei tamponi a pazienti con sintomi sospetti; ci arrivano segnalazioni di nuclei familiari che con casi positivi in famiglia, aspettano giorni prima di poter essere sottoposti ai tamponi molecolari Anche l’infettivolo, già primario del Moscati, Nicola Acone bacchetta il sistema sanitario sulla gstione dell’emergenza. “Nulla o quasi nulla è stato fatto – commenta amaro Acone -. Questi mesi sarebbero dovuti trascorrere nel continuo lavoro di preparazione di ospedali e rete territoriale. Invece? Ci troviamo già con gli ospedali affollati senza che un reale filtro sul territorio abbia potuto ben gestire le varie fasi della pandemia. Penso ai casi di positività con lievi sintomi che potrebbero non essere ricoverati direttamente in ospedale. Dove sono le strutture alternative?”. Secondo l’esperto la stessa esecuzione dei tamponi è stata fin troppo ridotto. La campagna di controllo della diffusione dell’infezione tra la popolazione sarebbe dovuta avvenire in maniera molto più efficace.

“Sono stati fatti pochi tamponi. Il virus andava fermato e invece circola. Ho l’impressione che stiamo anche stavolta rincorrendo il Covid senza aver attuato efficaci misure di prevenzione”.