"Nella giornata di ieri ho appreso che, purtroppo, anche il consigliere regionale Enzo Alaia ha contratto il Covid-19. Ovviamente, innanzitutto, giungano al neoletto politico irpino i miei più sinceri auguri di guarigione, tanto più sinceri perché giungono dal letto di casa mia, dove mi trovo - come è noto - per le stesse ragioni di salute relagato." E' quanto scrive in una nota Giovanni D'Ercole.
"Ciò, però, che mi è balzato agli occhi è una dichiarazione dell’ex vicepresidente della commissione
sanità alla regione, nella quale egli, meravigliato, si chiede perché “neanche l’app Immuni ha segnalato
niente.
A questo punto è doveroso spiegare che l’App Immuni (e questo forse un rappresentante regionale
dovrebbe saperlo) in Campania non segnalerà mai niente, perché la stessa app non viene utilizzato dall’Asl!
Prova ne è la mia personale esperienza: se vi fosse stato il doveroso utilizzo, contattato dall’autorità
sanitaria avrei dovuto fornire il codice della mia app Immuni regolarmente (e a questo punto, inutilmente) scaricata. Invece, nessuno mi ha chiesto il codice per poter lanciare l’allarme per le esposizioni con soggetto positivo.
E allora un paio di domande. La prima, ovvia, a cosa serve scaricare l’app Immuni se in Campania non la si utilizza?
La seconda è, considerando l’importanza del tracciamento, perché l’app Immuni non viene utilizzata dalle nostre autorità sanitarie regionali?
Se, infatti, tutti dicono che il tracciamento è stato ed è lo strumento più utile per combattere il virus e spegnere i cosiddetti focolai, perché non si provvede ad utilizzare una app che, tra l’altro, è stata realizzata con i soldi dei cittadini italiani? Non è questo un atteggiamento che rasenta, per usare un termine amato dal presidente della regione Campania, l’imbecillità?
E mi farebbe piacere che queste domande cominciasse a porsele e a porle anche un rappresentante di rango come il consigliere Aiala, cui rinnovo i miei auguri di pronta guarigione."