Ci risiamo. Le Rsa sono di nuovo al centro dell'emergenza, la prima ondata di Covid non ci ha insegnato nulla. Pazienti, medici, fisioterapisti e infermieri. In tutto sono 111 (per ora) i positivi in Irpinia legati a residenze per anziani. Intere strutture ancora una volta lasciate nell’incertezza e senza un vero supporto davanti a decisioni che comportano grandi responsabilità: civili, morali, sociali e in alcuni casi anche penali.
Preoccupa più di tutti il caso di Volturara Irpina, dove sono 70 i positivi riscontrati dal primo screening e da due giorni l'appello del sindaco Nadia Manganaro è rimasto inascoltato. Aveva chiesto, la neo prima cittadina, un aiuto urgente per reperire operatori sanitari e medici da inviare nella struttura di Piano Freddano per garantire l'assistenza ai ricoverati. Per il momento le loro condizioni sembrano buone, stando alle prime notizie, ma sappiamo bene ormai come agisce in fretta il Covid 19 sulle persone anziane già fragili e con comorbilità per la stragrande maggioranza dei casi. Dunque che stiamo aspettando?
Dopo la grande emergenza della primavera scorsa le residenze per anziani sono ritornate ai livelli pre-COVID, se non peggio. In alcune strutture si è consentito nuovamente l'accesso ai familiari senza operare alcun controllo sanitario preventivo sugli ingressi dall'esterno, ma nemmeno sul personale sanitario. A questo va aggiunto l'esodo degli infermieri, molti dei quali sono stati risucchiati dal sistema nazionale lasciando i servizi privati o accreditati in molti casi con personale operativo ridotto all'osso.
E a questo punto ci si chiede se siano state attivate, stavolta, le misure minime di contenimento del rischio: protezione individuale per tutti (personale, fornitori etc) sanificazioni, misurazione della temperatura, inibizione dell'accesso di persone non addette all'assistenza degli ospiti e soprattutto la creazione di percorsi “sporchi” e “puliti”, la divisione degli ambienti in modo tale da garanire l'ìsolamento di eventuali ospiti infetti.
Ora, visto l'alto numero di contagiati tra le strutture per anziani di Volturara, Avellino e Nusco, è chiaro che qualcosa è andato storto nel meccanismo di prevenzione.Le Rsa dovevano essere blindate la prima volta, da marzo scorso, a maggior ragione dovevano essere ancora più sicure adesso. Non è andata così, non sta andando così.
L'auspicio è che davanti a questi dati l'Asl di Avellino si attivi subito per il trasferimento in condizioni di sicurezza in ospedale dei pazienti che presentano sintomi perchè si possa garantire assistenza adeguata alle loro condizioni cliniche.
Ricordiamo tutti l'appello disperato delle infermiere del centro Minerva di Ariano, chiuse dentro per settimane con 25 anziani malati e 5 morti. Era marzo, c'era la neve, ed eravamo nella prima ondata.
Oggi, alla vigilia della seconda ondata,rischiamo un tragico replay, ma possiamo impedire una nuova strage degli anziani. Abbiamo gli strumenti, ci sono i protocolli. Nessuno ha più alibi. Salviamo i nostri anziani.