Avellino

Trenta partite di campionato per entrambe. Diciotto di playoff per Reggio Emilia e diciassette per Sassari. Eppure, per lo scudetto 2015 saranno decisivi gli ultimi quaranta minuti della stagione 2014/2015. Uno strano destino per due squadre che, alla vigilia, erano considerate come delle outsider, lontane dallo strapotere della favoritissima Milano. Due squadre in crescita costante da anni, che nel corso di questo campionato hanno dovuto affrontare diversi periodi difficili ma che, quando la palla scottava più, non hanno mai esitato. Fatiche, lavoro in palestra, infortuni e rimonte, ma alla fine saranno la Grissin Bon e il Banco di Sardegna a giocarsi la possibilità di fare la storia.

Probabilmente, entrambe meriterebbero di cucirsi sul petto quel tricolore. Fosse possibile, sarebbe bello se, dopo il 3-3 raggiunto nella serie, ci si potesse accordare per spartirsi la gloria. Una gloria che, però, alla fine del match, che inizierà alle 21.15, sarà da una sola parte. Gli sconfitti saranno salutati con l'onore delle armi, ma saranno i perdenti, quelli con il rammarico di essere andati ad un passo dal colpo grosso ma di essersi fermati sul più bello. I vincenti faranno, come detto, la storia. Lo sport è avvincente quanto crudele. Perché quaranta minuti decideranno una stagione intera, infinita. Saranno l'ago della bilancia fra la gioia e il dolore. Alla fine, però, ci sarà solo da inchinarsi di fronte a due progetti vincenti, comunque vada. Onore a Reggio Emilia e Sassari. Che siano di esempio all'intera Serie A.

Alessio Bonazzi