Benevento

Non si accettano compromessi. Almeno non su diritti conseguiti grazie al lavoro già svolto. I lavoratori del servizio di emergenza 118 rispediscono al mittente la proposta formulata dalla Confederazione nazionale delle Misericordie sulla revisione dei nuovi istituti contrattuali.

In sintesi: con la firma al tavolo nazionale del nuovo contratto di categoria, i lavoratori hanno maturato il diritto all'adeguamento della retribuzione fin dal 2014, con relativa erogazione degli arretrati. Lo stesso Contratto sancisce inoltre l'innalzamento del monte orario da 36 a 38 ore settimanali e conseguente possibilità di accrescere le spettanze.

Un quadro che Misericordia ha provato però a rimodulare in sede locale prospettando ai lavoratori il congelamento del monte orario attuale (36 ore), la rinuncia alla metà degli arretrati 2014 e il pagamento degli arretrati 2015 in tre tranche. In più, l'istituzione di una Banca ore per il calcolo puntuale delle prestazioni effettuate con possibilità per il gestore di scomputare eventuali “crediti”. In alternativa il gestore del servizio (per conto dell'Asl) paventa il licenziamento di 11 operatori tra autisti – soccorritori ed infermieri.

Pacchetto di proposte che Misericordia provò a far passare in blocco lo scorso 8 giugno al tavolo di crisi convocato presso il Centro per l'impiego di Benevento, incontrando l'opposizione dei sindacati confederali. E da oggi anche quella degli stessi lavoratori che si sono riuniti in assemblea per valutare la proposta. Trentacinque (su 119) i presenti, tutti dichiaratisi contrari alla prospettata rinuncia di parte degli straordinari e alla istituzione della Banca ore. I partecipanti alla riunione si sono dichiarati invece disponibili al congelamento dell'attuale monte ore settimanali, motivo posto da Misericordia a fondamento degli annunciati licenziamenti.

All'assemblea hanno preso parte i rappresentanti di categoria di Cgil (Pompeo Taddeo), Uil (Giovanni De Luca) e Cisl (Sonia Iasiello), tutti concordi sulla linea d'azione intrapresa dai lavoratori in vista del nuovo tavolo di crisi in programma lunedì presso il Centro per l'impiego. Bisognerà adesso verificare come Misericordia accoglierà la presa di posizione degli operatori.

Paolo Bocchino