Benevento

Il calcio insegna che non bisogna mai affrontare una partita pensando ai guai degli avversari. E' quello che ha detto spesso Pippo Inzaghi, che preferisce guardare sempre alla sua squadra invece che ai rivali di giornata. Eppure, bisogna ammetterlo, andare a curiosare in casa degli altri è un'attrazione troppo forte e scoprire che allo Spezia mancano 12 giocatori, qualche pensiero ne scaturisce. Non è stata una settimana serena neanche quella della squadra ligure, che ha visto ulteriormente affollare l'infermeria che già traboccava (Mattiello,Ramos,Mastinu,Capradossi,Zoet,Galabinov,Acampora) con ulteriori arrivi. Il primo ad alzare bandiera bianca è stato Bartolomei, fermato da una frattura all'ultimo dito del piede, poi si è aggiunto Verde, che starà fermo un mese per un problema ad un adduttore, non ce l'hanno fatta a recuperare dopo la quarantena Maggiore ed Erlic e, buon ultimo, alla lista si è aggiunto anche Diego Farias, per anni “gemello” d'attacco nel Cagliari di Marco Sau. Una bella schiera di assenti, che non hanno sconfortato Vincenzo Italiano, convinto che i suoi (lo Spezia ha una rosa ampia) siano in grado di giocare comunque a buon livello e secondo i suoi dettami tattici.

La prima considerazione che viene da fare è che non bisogna affatto pensare che quella che scenderà in campo al Vigorito sia solo una “copia” sbiadita della squadra spezzina: certo Italiano avrebbe preferito avere in attacco Galabinov e Farias, ma non si sentirà meno adeguato con Agudelo, Gyasi e Nzola. Ecco perchè non conviene affatto pensare che ora il compito del Benevento sia più semplice.

E allora è ovvio che la strega farà bene a pensare a se stessa, ad evitare gli errori che hanno rovinato una prestazione di spessore a Verona e di cercare con ostinazione e determinazione la vittoria ai danni dello Spezia. 

Italiano ha detto che una partita alla sesta giornata non può già definirsi uno scontro diretto. Bè, questa partita possiamo definirla in qualsiasi maniera, ma resta il fatto che conquistare tre punti per sè vuol dire toglierli ad una sicura rivale nella corsa per la salvezza. E non è forse uno scontro diretto questo? Allora chiamatelo come volete, fatto sta che una vittoria farebbe fare un bel balzo in classifica ai giallorossi, con la possibilità di lasciarsi alle spalle persino qualche avversario importante che ha partite non proprio semplici da affrontare (Fiorentina e Bologna, per fare due nomi). E tutto questo, alla vigilia di un altro stop del campionato, non avrebbe prezzo.

Si sa, anche il Benevento ha i suoi assenti: Tuia, Caprari e in ultimo anche Iago Falque. Che non ha recuperato in pieno e ha convinto Inzaghi a non rischiarlo. Ci sarà Marco Sau, l'uomo promozione, proprio contro il portiere, Provedel, a cui rifilò quel gol storico che valse la salita matematica in A. E' un bel ricordo, storia del 29 giugno scorso, appena quattro mesi fa, già un'altra realtà. Far ricorso alla cabala conta poco, ma serve a rendere più allegra l'anima. In fondo una partita di calcio a questo dovrebbe servire.

Il resto della squadra non dovrebbe discostarsi dalle ultime partite, ma le varianti a Inzaghi non mancheranno. Compresa quella di Nicolas Viola, già alla sua terza settimana di allenamenti in gruppo. Servirà l'aiuto di tutti e soprattutto quel vecchio spirito battagliero che ha sempre accompagnato la strega nei momenti più difficili. Alla sesta giornata nulla può essere definitivo, ma mettere un mattoncino alla costruzione della salvezza può essere un bel passo avanti.