L'appuntamento è in programma il 25 novembre con l'ELSA Day- The European Law Students’Association-, la più grande associazione al mondo di giovani giuristi che opera a livello internazionale, nazionale e locale. Il tema di quest'anno è “l’intelligenza artificiale e i diritti umani”, ed ogni sezione locale italiana può svilupparlo come meglio crede.
A Benevento, ad esempio, il bord di cui è presidente Alessandra Maria Fiorenza ha scelto di approfondire in un evento digitale un argomento delicatissimo come la violenza di genere, sul quale sono stati invitati a relazionare il presidente di Elsa Benevento, Fiorenza, Nicola Lettieri -docente di Informatica Giuridica e Scienze Sociali Computazionali presso l’Università degli Studi del Sannio-, Amnesty International Benevento (organizzazione governativa impegnata nella difesa dei diritti Umani), Telefono rosa.
“Il 25 Novembre oltre ad essere la data scelta per l’organizzazione degli eventi per l’ELSA Day – spiega Alessandra Maria Fiorenza- è anche la giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Essendo, il nostro, un board locale al femminile, essendo ragazze giovani e anche giuriste, ci è sembrato doveroso concentrarci su questo tema purtroppo ancora troppo poco trattato. Quando ho pensato al tema della violenza, la mia mente non si è fermata alla violenza fisica ma a quella morale; accade spesso infatti che essa venga non considerata o resa marginale rispetto magari ad un gesto di violenza fisico”.
In realtà – aggiunge - la violenza morale ci circonda, la viviamo ogni giorno, ed è proprio su questo che verterà il mio intervento; citando infatti l’art 13 della Costituzione circa la libertà individuale e l’art 610 del codice penale circa gli atti di violenza ed ancora alcune sentenze della cassazione, le quali dichiarano le gelosia morbosa a tutti gli effetti violenza psicologica, proverò a sostenere fedelmente quel filone di pensiero che già da alcuni anni vuole spingere le donne a non sottostare più a soprusi e imposizioni da parte dell’uomo che la vuole schiava".
Fiorenza offre alcuni esempi banali per sviscerare il concetto: “Quante volte crediamo che il nostro partner vuole sapere tutti i nostri orari, accompagnarci, chiamarci costantemente o riempirci di domande solo perché è “protettivo”? O quante volte ancora tendiamo a chiedere il “permesso” per uscire con le amiche, per mettere una maglia più scollata o una gonna più corta? Quante volte ci sentiamo dire “se non impari a cucinare/lavare/stirare nessun uomo ti sposerà”? Quante volte veniamo insultate, etichettate, quasi condannate perché non rispettiamo i “canoni” della società?
Ecco, il mio intervento da giovane ragazza di 21 anni verterà non sul condannare il genere maschile ma sul far capire alle ragazze della mia età che, se un uomo si comporta così, dovrebbe suonare nella loro testa un campanello di allarme e prendere le redini della loro libertà prima che sia troppo tardi.In una società in continua evoluzione mi rendo conto che ci sono ancora troppi principi morali retrogradi e iniziare a parlarne è un ottimo passo per contribuire al cambiamento”.
E ancora: “Ringrazio vivamente il mio direttivo e quindi Arianna Buonanno, Federica Maturo, Alexandra Elena Balasa e Simona Vetrone per aver subito appoggiato l’idea e per aver iniziato a lavorarci su senza pensarci due volte. Come board locale stiamo cercando di concretizzare alcune idee come la creazione di un orientamento professionale online o un corso di scrittura legale; purtroppo i tempi sono difficili e tutto ciò che era possibile fare in presenza va convertito in maniera digitale; ci auguriamo possa essere un punto di partenza per rafforzare o in alcuni casi riscoprire in principio della solidarietà ed avviare quindi progetti importanti sempre e solo per aiutare gli studenti a trovare la loro strada".
La conclusione: "Questa pandemia ha creato non pochi disagi agli studenti (in questo caso Universitari) i quali nel pieno della loro formazione si sono trovati a dover rallentare, a dover cambiare radicalmente il loro stile di vita; nel nostro piccolo stiamo quindi provando a fare e a farci forza, cercando di rispondere ad ogni dubbio e a sostenere i ragazzi anche dietro un pc.Stiamo inoltre creando anche molte convenzioni con saloni di bellezza, parrucchieri, ristoranti, bar e negozi vari per poter supportare anche l’economia locale e cercare di dare il nostro aiuto. Sperando di superare al più presto questa fase, continuiamo con il nostro operato”.