Napoli

Sono oltre 700 i canali Telegram oscurati dalla guardia di finanza durante l'operazione 'Perfect Storm', di cui 370 'secondari', ovvero utilizzati subito dopo l'oscuramento dei canali principali. Le forze dell'ordine hanno comunicato che lo stesso servizio di messaggistica ha collaborato alle indagini. I finanzieri, in esecuzione dei provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica del tribunale di Napoli, a partire dal pomeriggio del 6 novembre, ha disattivato da remoto le piattaforme, i server e le smart card utilizzate dai pirati, e oscurato i siti web e i canali Telegram usati per la vendita e la riproduzione dei contenuti dell'Iptv illegale.

Gli utenti che avevano stipulato un abbonamento, da allora, sui propri schermi visualizzano un pannello che li avverte che il sito tramite il quale stavano illegalmente visionando i programmi è stato sottoposto a sequestro. Nello specifico, i 5.500 siti sequestrati comprendono server di trasmissione, piattaforme di gestione, siti vetrina e siti di live streaming, oltre a 350 canali Telegram. In seguito a tale attività delle fiamme gialle, i responsabili dell'organizzazione, per rendere comunque possibile la trasmissione dei contenuti illeciti alla propria clientela, hanno usato ulteriori risorse di backup già predisposte per fronteggiare eventuali azioni repressive. Il monitoraggio delle risorse usate come 'piano d'emergenza' ha consentito di individuare e sequestrare anche altri 350 siti vetrina e 370 canali Telegram.

Sono 23 gli indagati, di cui uno, ritenuto il capo dell'organizzazione, raggiunto dalla misura della custudia cautelare in carcere, per aver organizzato il servizio di straeming illegale (composto da oltre 5.500 siti) e stipulato contratti di abbonamento per 'Iptv' pirata. Gli utenti delle piattaforme illecite individuati nelle indagini sarebbero 50milioni, di cui 5 solo in Italia.

Durante la maxi operazione sono stati anche sequestrati beni per equivalente per un totale di 10 milioni e 600mila euro, ritenuti frutto dell'attività illecità.

Gli indagati residenti in Italia, in tutto 15, percepivano il reddito di cittadinanza, in quanto non svolgevano alcun lavoro onesto e risultavano disoccupati. Un indagato residente in Grecia, ha rivelato il sostituto procuratore di Napoli Valeria Sico (la cui Procura ha coordinato le indagini), al momento della perquisizione aveva in casa numerose auto di lusso e 100mila euro in contanti nonostante fosse nullatenente.

Nell'ambito delle indagini sull'organizzazione che vendeva contenuti Iptv illegali "sono emersi contatti diretti con la criminalita' organizzata, contatti che sono in via di approfondimento". Lo ha affermato il Tenente colonnello della Guardia di finanza, Gian Luca Berruti, nel corso della conferenza stampa in streaming sull'operazione "The Perfect Storm". "Gli indagati accumulavano ingenti profitti - ha ricordato Berruti - eppure ben 15 di loro sono risultati percettori del reddito di cittadinanza".

 "Grande soddisfazione per gli incisivi risultati conseguiti nell'ambito dell'operazione "The Perfect Storm" a contrasto dello sfruttamento illecito delle opere audiovisive sulla rete": e' il commento di Federico Bagnoli Rossi, segretario generale della Fapav (la Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali) alla vasta operazione internazionale, denominata "The Perfect Storm". "Quello che e' emerso in questa operazione - afferma in una nota - e' ancora una volta un vero e proprio business illecito legato alla pirateria audiovisiva, ramificato ed altamente remunerativo. I dati rivelati dalla Guardia di Finanza danno contezza di un reato, grave, ma spesso percepito nell'accezione comune come un qualcosa di immateriale. La realta' e' che ci troviamo di fronte a dei criminali informatici che con le loro azioni vanno ad alimentare quell'economia del sommerso che tanti danni genera non al solo settore audiovisivo ma all'economia italiana in generale e stimati in oltre 1 miliardo l'anno, oltre alle perdite legate all'evasione fiscale e al Pil".

Per il segretario generale della Fapav, "c'e' molto da fare poiche' le tecnologie sono evolute e cosi' anche la stessa criminalita' informatica si e' raffinata. Non possiamo farci trovare impreparati, ma dobbiamo alzare sempre piu' l'asticella della lotta alla pirateria, soprattutto in un momento come quello attuale in cui l'economia italiana e' in forte difficolta' a causa delle conseguenze legate all'emergenza sanitaria. Gli strumenti a disposizione ci sono e vanno potenziati al fine anche di sostenere la ripartenza del settore in un momento cosi' delicato. Tra le priorita' individuate e' necessario rafforzare i poteri dell'Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni, recepire in Italia la direttiva Copyright, rendere piu' tempestive le collaborazioni internazionali, senza tralasciare le attivita' educational e di sensibilizzazione. Il nostro Paese - conclude - con questa ulteriore operazione di vasta portata si conferma con decisione in prima linea nel contrasto di questo fenomeno illegale per il quale e' imprescindibile la massima attenzione".