Anche i cacciatori, nel loro piccolo, si incazzano, verrebbe da dire, parafrasando una famosissima citazione. Ne sanno qualcosa le cinque persone finite sott'inchiesta – tra loro compare un dirigente della Regione Campania- dopo la denuncia presentata da alcuni appassionati dell'arte venatoria: in particolare, quelli che danno la caccia ai cinghiali. Assistiti dall'avvocato Angelo Leone, lamentano di aver perso l'area nella quale esercitavano le loro battute, con procedure che non ritengono lineari.
Abuso d'ufficio, omissione in atti di ufficio e falso sono le ipotesi di reato contestate a vario titolo in una indagine condotta dai carabinieri di Ariano Irpino, centrata su fatti che sarebbero accaduti un paio di anni fa. La Procura aveva proposto l'archiviazione, incrociando l'opposizione di chi aveva innescato l'attività investigativa.
Una scelta che ha reso indispensabile la fissazione di una camera di consiglio: era in programma questa mattina dinanzi al gip Vincenzo Landolfi, ma gli atti sono trasmessi alla collega Loredana Camerlengo, per poter essere riuniti, il 19 marzo del prossimo anno, a quelli di un altro procedimento già esistente, a carico, oltre che delle cinque già ricordate – sono difese dagli avvocati Antonio Castiello, Mario Izzo e Domenico Carchia-, di altre due persone.
Secondo una prima ricostruzione, nel mirino dei denuncianti è finita l'assegnazione di un'area, da parte del Distretto caccia di Ariano Irpino, ad una determinata squadra, attraverso atti e documenti sui quali la Regione, attraverso il funzionario preposto, non avrebbe eseguito i necessari controlli. Condotte nelle quali il Pm aveva ravvisato, “in assenza della prova del dolo di avvantaggiare” una certa Squadra, “aspetti di natura prettamente amministrativa”.
Condotte – aveva aggiunto – “che dovevano essere esaminate ed eventualmente censurate con le relative sanzioni”. Da qui la richiesta di scrivere la parola fine sull'inchiesta, con conclusioni non accolte da quanti si sentono danneggiati. Se ne parlerà tra qualche mese, quando toccherà al Gip decidere il destino dell'inchiesta.