Avellino

Ad osservare i primi movimenti in entrata dell'Avellino e la rosa provvisoria a disposizione di Attilio Tesser, balza all'occhio un aspetto interessante: il fattore "C". No, stavolta la "fortuna" non c'entra, perché "C" sta per Campania. Otto calciatori già in rosa (Pisacane, Arini, Zito, D'Angelo, Trotta, Castaldo, Petricciuolo e Rea), più due in arrivo (Francesco Tavano e Roberto Insigne) sono nati in Campania. Un fattore adottato nel passato più recente, quando i vari Cecere, Ametrano, Vastola, Riccio, Molino e Biancolino, furono determinanti per le promozioni in Serie B nelle epoche Casillo e Pugliese, e ancora in auge nel presente. 

Avellino, come quasi tutte quelle del sud Italia, è una piazza calda, a tratti rovente, che ha vissuto gli anni d'oro della Serie A, ma anche l'inferno della Serie D. Esigente in termini di prestazioni e di risultati. Occorre essere portatori sani di carattere, grinta e determinazione per indossare la casacca biancoverde. Perché non è da tutti. C'è sempre il rischio di rimanere schiacciati sotto il peso di una storia difficile da portare addosso. Per questi motivi, quella di acquistare ed avere in rosa calciatori che conoscono l'ambiente, non solo dal punto di vista calcistico, è una scelta chiara, ben precisa.

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Carmine Roca