Salerno

25 novembre, questa la data simbolica di una battaglia quotidiana, questo il giorno in qui vengono ricordate le tante, troppe, donne vittime di violenza, fisica e psicologica, e femminicidio. Crimini atroci che continuano ad essere una piaga sociale. Sono 91 le donne uccise nei primi dieci mesi del 2020, sostanzialmente una ogni tre giorni, un lieve "miglioramento" visto che lo scorso anno erano 99 le vittime. Ad un anno dall'entrata in vigore del “Codice Rosso”, la legge che ha introdotto nuovi reati e ha perfezionato i meccanismi di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, la polizia di stato fornisce un primo bilancio. 

Il dato nazionale, a cui si allinea anche il focus sui dati di Salerno, vede una diminuzione dei numeri nel confronto del periodo gennaio-settembre di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2019. Una diminuzione, però, influenzata anche della difficoltà di denunciare del periodo del lockdown. Quest’anno, a rendere più ardua la lotta all’eliminazione della violenza di genere si è aggiunta l’emergenza sanitaria causata dal virus COVID-19, che costringe tutti a restare in casa e a limitare il più possibile qualsiasi contatto sociale e qualsiasi spostamento al di fuori delle mura domestiche .La fascia d’età più colpita è quella che va da 31 a 44 anni, la maggior parte italiane. Anche gli autori dei reati hanno un’età compresa tra 31 e 44 anni. Nei primi 9 mesi del 2020 sono state 310 le vittime di atti persecutori in provincia di Salerno rispetto alle 319 dello scorso anno. In diminuzione anche le vittime di maltrattamenti che registrano 382 denunce rispetto alle 388 del 2019. Lieve aumento, invece, per il dato delle violenze sessuali che registra 59 vittime rispetto alle 51 del periodo gennaio-settembre del 2019. Anche per quest'anno la provincia registra due omicidi volontari.

“Il tratto comune tra queste donne? Nessuna ha portato con se oggetti frutto di esistenze significative, dai documenti scaduti fino ad un semplice rossetto. Segnali che la loro di identità era ormai stata sommersa da abusi e violenza in genere”. Queste le parole di un operatore della Casa della donna “Luna diamante”, a Cava de' Tirreni, impegnato quotidianamente ad aiutare le vittime di violenza lasciarsi alle spalle un vissuto particolarmente doloroso. Dalla data di apertura di questa struttura, sono sei le donne ed altrettanti i bambini ospitati. 

Il Centro Antiviolenza Aretusa di Atena Lucana, gestito da Differenza Donna, dal 2016 ad oggi ha accolto 325 donne, di cui 88 nel 2020. Ha implementato i canali di comunicazione (messaggistica, social network e videochiamata) per offrire maggiori opportunità alle donne di poter accedere al servizio in questo periodo particolare in cui gli spostamenti devono essere ridotti.

“La violenza di genere è un crimine odioso che trova il proprio humus nella discriminazione, nella negazione della ragione e del rispetto. Una problematica di civiltà che, prima ancora di un’azione di polizia, richiede una crescita culturale. E’ una tematica complessa che rimanda ad un impegno corale. Gli esperti parlano di approccio olistico, capace di coinvolgere tutti gli attori sociali, dalle Istituzioni, alla scuola, alla famiglia”. Le parole del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli.

La campagna permanente di prevenzione “Questo non è amore”, finalizzata a fornire informazioni alle donne in situazione di rischio, è giunta alla quarta edizione. Dallo scorso lockdown la app YouPol, è stata estesa alle segnalazioni di violenza domestica. Ideata per contrastare bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, l’app è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato.

Il messaggio del sindaco di Salerno Vincenzo Napoli

Oggi ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Una infelice ricorrenza che ci troviamo a celebrare ogni anno con dati sempre più allarmanti. Non si tratta di "semplici" numeri statistici ma persone. Donne uccise soprattutto da chi prometteva amore. Compagni, mariti, padri sono quelli che più di altri si macchiano di atroci delitti. La politica serva a mettere in campo ogni azione possibile per aiutare queste donne, prima che sia troppo tardi.
Alle donne, a queste vittime innocenti, dico: denunciate, ribellatevi, perché non siete sole. Nessuno vi lascerà sole. Esistono i centri antiviolenza, le forze dell'ordine, che vi supporteranno nella vostra battaglia verso la libertà. Fatelo, prima che sia troppo tardi.
 

Il messaggio del presidente della provincia di Salerno, Michele Strianese

“È assurdo notare come il Covid-19 abbia ucciso con modalità diverse - dichiara il Presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese - infatti, purtroppo, il lockdown ha inciso sulla violenza familiare perché la convivenza forzata è diventata un “acceleratore”; del femminicidio. Nel trimestre del DPCM “Chiudi Italia”, cioè tra marzo e giugno, ben 21 delle 26 vittime di femminicidio in famiglia convivevano con il proprio assassino. In sostanza nei primi dieci mesi del 2020, rispetto allo stesso periodo 2019, il numero dei femminicidi familiari con vittime conviventi sale a 54, contro 49 dell’anno precedente (+10,2%), mentre scende da 36 a 26 quello delle vittime non conviventi nel 2020 (-27,8%). In pratica durante il lockdown in 4 casi su 5 il killer è il convivente.

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l';eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall'Onu con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999. Adottata dall'Assemblea Generale, parla di violenza contro le donne come di “uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini”. Mi colpisce leggere che tutta la violenza di genere in Italia non accenna a diminuire. Quindi non solo femminicidi, ma anche stalking, violenze sessuali, abusi, maltrattamenti, reati spesso commessi in ambito familiare, prevalentemente all';interno di una relazione di coppia. La violenza nasce in ambito domestico. Chi compie questi reati sono uomini compagni o ex, padri, fratelli, all’interno quindi di un nucleo familiare che non è in grado di rispettare e tutelare la figura femminile. Violenza e patriarcato oggi sono inaccettabili. È necessaria una rivoluzione culturale che promuova ovunque relazioni non discriminatorie e rispetto delle differenze di genere. Sono profondamente convinto - conclude Strianese - che azzerare la violenza contro le donne sia una battaglia culturale prioritaria per tutti noi. La salvaguardia di pari diritti umani e civili e quindi dell’autodeterminazione femminile, la tutela della sicurezza e della serenità di tutte le donne, deve essere un baluardo di civiltà imprescindibile. Noi che abbiamo incarichi politici, ancora di più abbiamo la responsabilità di costruire nuovi modelli culturali, di fare scelte che orientino il cambiamento, con urgenza. Se non partiamo da questo non potremo mai considerarci civili.”

Le iniziative in provincia di Salerno 

All'ospedale Ruggi di Salerno, in occasione della giornata nazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, è stata pitturata una panchina di rosso, colore simbolo della lotta. Un simbolo, un monito che possa ricordare non solo oggi, ma ogni giorno, di combattere una battaglia ancora purtroppo attuale. Presente anche il direttore generale dell'azienda ospedaliera universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona", Vincenzo D'Amato. In mattinata, poi, alcuni studenti del liceo De Vinci hanno "vestito" con dei nastrini rossi i lampioni della città, lungo il percorso Centro-Torrione-Pastena-Mercatello. "La scelta dei lampioni cittadini non è casuale -  Dichiara la presidente CIF di Salerno, Anna Teresa Arnone - la luce che da essi promana rappresenta la "luce" che ogni donna vittima di violenza deve cercare e raggiungere per uscire dal "tunnel"; i lampioni cittadini, poi, simboleggiano un luogo e la sua comunità che è chiamata al sostegno delle vittime."

Il comune di Baronissi ha organizzato un'iniziativa social per riflettere e sensibilizzare sul grave fenomeno. Sulla pagina facebook e sul portale del comune è stato lanciato un video spot ideato dalla Commissione Pari Opportunità e realizzato in collaborazione con l’associazione Irno Comix, cn l'asuspicio che possa avere ampia diffusione e far riflettere.  Il video è il primo di una serie di iniziative, tra queste in programma anche l'illuminazione di rosso del monumento d'arte contemporanea "Saturno" colore simbolo di questa lotta.

A Pontecagnano è stato realizzato un video si sensibilizzazione, pubblicato poi sulla pagina ufficiale dell'amministrazione comunale. Anche il primo cittadino Giuseppe Lanzara ha preso parte alla realizzazione del video. Inoltre, nella serata di ieri, l'amministrazione si è riuniuta ai piedi del municipio per una manifestazione in ricordo delle vittime di violenza. 

A Nocera Inferiore la  consigliera comunale  Manuela Citarella, presidente delle Commissioni Pari Opportunità e delle Politiche Sociali del Comune di Nocera Inferiore, in questa giornata dedicata alla violenza contro le donne illustra le iniziative promosse dall’ amministrazione Torquato in programma : “in un momento in cui non è  possibile riunirci insieme fisicamente, la nostra casa comunale sarà illuminata di rosso come già abbiamo fatto nei due anni precedenti. Poi depositeremo un fascio di fiori sulla panchina dedicata al contrasto alla violenza di genere, come simbolo per esprimere la nostra condanna collettiva alla  violenza contro le donne” ha dichiarato la delegata alle Pari Opportunità - ha continuato - :  “La situazione sanitaria legata alla pandemia da coronavirus, purtroppo ha imposto quest’anno  di rinviare le iniziative che, solitamente organizziamo  con la partecipazione  delle associazioni impegnate sul territorio. La violenza di genere è un abisso fatto di migliaia di forme e sfaccettature in cui nessuna donna dovrebbe mai finire. Basta pensare all'aumento degli episodi di violenza verificatosi durante il lockdown .Il covid ha favorito la violenza domestica. Secondo i dati Istat durante il lockdown della scorsa primavera sono state 5.031 le telefonate valide al 1522, il numero verde attivo 24 ore su 24 per le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking, il 73% in più sullo stesso periodo del 2019. È  un dovere non far passar in silenzio tutto questo e mantenere viva l'attenzione su questo dramma che è  la violenza di genere. La violenza contro le donne non si ferma e neppure la nostra denuncia deve fermarsi.” Il Sindaco ha concluso: “Una piaga sociale da combattere. Una società civile ha l’ obbligo di promuovere la cultura del rispetto e condannare sempre la violenza di genere ed ogni violenza.”

Questa sera si illuminerà di rosso anche il municipio di Agropoli. Come accaduto per la giornata dedicata all’autismo, quando il Comune venne illuminato di blu e nel periodo del lockdown, quando la casa comunale si vestì di tricolore, questa sera cambierà nuovamente veste per essere simbolicamente vicini alle donne vittime di violenza. «I numeri relativi agli atti di violenza – afferma il sindaco Adamo Coppola - a tutt’oggi sono impressionanti: i report dicono che nel 2019 ogni giorno sono state 88 le donne vittime di violenza. E nei primi dieci mesi del 2020 le donne vittime di omicidio sono state 91, una ogni tre giorni. Durante il lockdown le chiamate al 1522 (numero antiviolenza e stalking) sono aumentate del 73%. Nel nostro Comune stiamo facendo tanto con l’assessorato alle Politiche sociali per respingere con forza ogni tipo di violenza». «Siamo molto lontani, purtroppo – dichiara l’assessore alle Politiche sociali, Vanna D’Arienzo – dall’eliminare il fenomeno della violenza sulle donne, come dimostrano i dati sulle violenze che ogni giorno vedono vittime le donne nel mondo, però noi ci siamo e cerchiamo di fare il possibile per arginare il problema. La rete dei servizi territoriali già da anni è in campo, mettendo a disposizione dell’utenza, professionisti con competenze idonee. Ad Agropoli è attivo il Centro Antiviolenza “Il volo delle farfalle” in Piazza della Repubblica, presso gli uffici del Segretariato sociale, aperto il martedì e il venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e il giovedì dalle 15.00 alle 17.00. Inoltre gli operatori del Segretariato sociale, per tale utenza, sono a disposizione anche tutte le mattine, dal lunedì al venerdì. Con l’impegno di tutti, i risultati possono arrivare». 

A Cava de' Tirreni si vestiranno di rosso il Palazzo di Città e la fontana di piazza Abbro. Nella Sala del Consiglio Comunale, l’Assessore ai Servizi Sociali, Annetta Altobello, ha posizionato un paio di scarpette rosse, opera dei ceramisti cavesi, come segno della partecipazione dell’Amministrazione comunale e dell’intera città, alla “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne”, al tempo del covid.  “Il nostro pensiero – afferma il Sindaco Servalli – va a tutte le donne che hanno subito violenza, ma soprattutto alla nostra Nunzia Maiorano, il cui tragico destino ha sconvolto la nostra comunità. È sempre maggiore la presa di coscienza delle donne e il numero di coloro che riescono a trovare il coraggio di denunziare, ed oggi sono molte le strutture, le associazioni, i servizi, oltre alle Forse dell’Ordine, che offrono la loro assistenza a chi, non solo è vittima, ma è anche sola nell’affrontare situazioni così difficili. Il mio appello è di rivolgersi con fiducia a quanti sono in grado di liberare le donne da una costrizione che non è solo fisica ma anche psicologica”.
 

A Castel San Giorgio in piazza Amabile e piazza della Concordia è stata allestita una panchina rossa, simbolo della lotto contro i femminicidi e la violenza di genere. "Anche se il momento che stiamo vivendo è molto complicato, la drammaticità del fenomeno ci impegna come donne e come amministratrici pubbliche a dare il massimo nell’opera di sensibilizzazione", ha detto la sindaca Paola Lanzara. "L’emergenza generata dall’epidemia di coronavirus ha accresciuto il rischio di violenza sulle donne, poiché molto spesso la violenza avviene dentro la famiglia. Le disposizioni normative in materia di distanziamento sociale introdotte al fine di contenere il contagio si sono rivelate, inoltre, un elemento che ostacola l’accoglienza delle vittime. C'è bisogno di ripartire, quanto prima, per contrastare un fenomeno che vede le donne soccombere rispetto alla forza dei muscoli e che non tiene conto della forza della ragione. Questa panchina vuole essere un monito e un simbolo ed è merito di tutta la mia maggioranza, in primis dell'assessore Giustina Galluzzo che è delegata alle Pari opportunità". Il fenomeno del contrasto alla violenza contro le donne è stato affrontato da sempre come una priorità dall'amministrazione comunale sangiorgese. "Negli anni scorsi  abbiamo realizzato uno sportello che ha funzioni di guida e di supporto", ha detto l'assessore comunale alle Pari opportunità, Giustina Galluzzo. "Siamo la città che nell’Agro ha espresso il primo sindaco donna e dobbiamo caratterizzarci per una maggiore sensibilità. Non è stato possibile, vista l'emergenza epidemiologica organizzare  manifestazioni collegate a  questo tema, ma è utile ricordare a tutti quanto fatto negli anni precedenti anche grazie ai dirigenti scolastici delle due autonomie di Castel San Giorgio, Clotilde Franco e Rosalba Da Ponte la dottoressa Assunta di Nunzio e le responsabili dello sportello “La Mano Tesa" con cui abbiamo organizzato più convegni e soprattutto grazie a tutte le donne appartenenti alla mia maggioranza, con cui unitamente voglio lanciare un messaggio, un messaggio di aiuto e di difesa a tutte le donne vittime di violenza, noi ci siamo, siamo qui pronte a tendervi una mano. Non abbiate paura".