Avellino

Riforma dei campionati. Una sorta di tormentone che ha accompagnato le ultime stagioni, un rimpasto non più procrastinabile tenendo conto dell'impatto dell'emergenza Coronavirus sulla già scricchiolante tenuta economica, soprattutto della Lega Pro. Tra il dire e il fare si preannuncia, però, battaglia. La Lega di Serie B vuole, infatti, tornare a 22 squadre. È questo quanto emerge dall'assemblea di ieri. L'ultima parola spetta alla FIGC, chiamata a esprimersi su quella che sarebbe una decisione lampo. Già da questo campionato, infatti, andrebbero a concretizzarsi i cambiamenti necessari per incrementare l'organico da 20 a 22 club riducendo le retrocessioni da 4 a 3, due dirette e una tramite playout, in modo da creare i presupposti per una B a 21 squadre, nella prossima annata agonistica, e a 22 in quella successiva, prima di ripristinare le 4 retrocessioni. Dalla C continuerebbero a salire 4 squadre e in due campionati il processo sarebbe completato. La riduzione era stata determinata dall’esigenza di rendere più ampie le fette di contributi da dividersi, ora, invece, sembra prevalere la volontà di una maggiore continuità di partecipanti. Con questo sistema, infatti, tra promozioni e retrocessioni, a variare sarebbero solo 6 società su 22. La proposta ha, però, scatenato una dura reazione da parte del presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, che su Twitter ha scritto: “I cambi di format chiedono il consenso delle Leghe coinvolte. Ho letto dalle agenzie. Ci vedremo in Consiglio Federale. Le riforme si fanno ragionando a sistema. Non c’è un campionato nel mondo con numero dispari, si propone 21, fino a ieri 18.” Lo scontro è solo iniziato.