Seconda sconfitta casalinga consecutiva per l’Avellino, falcidiato dalle defezioni. Al “Partenio-Lombardi” vince il Catania con il risultato finale di 2-1. Accade tutto nella ripresa. Al 50’, vantaggio siciliano con un’autorete di Miceli, su cross teso di Welbeck; raddoppio di Pecorino, al 67’, e rete di Maniero all’89’. Diciotto giorni dopo l’Avellino è tornato in campo, ma si fa davvero fatica a parlare di calcio. Sembra, piuttosto, uno sport lontano parente. Il virus altera palesemente i valori e rende pressoché inesprimibili i giudizi.
Le scelte iniziali - Braglia, con gli uomini contati, preferisce Burgio a Tito sulla corsia mancina. In attacco, come nelle previsioni, Santaniello vince il ballottaggio con Maniero. La vera sorpresa è a centrocampo dove Marco Silvestri permette a Ciancio di agire sulla fascia destra con Rizzo che si accomoda in panchina. Nel Catania, Calapai scalza Albertini nell’undici di partenza. Confente rileva l'indisponibile dell'ultim'ora Martinez.
Primo tempo - L’avvio di gara lascia intuire che i ritmi saranno blandi e, la prima frazione di gioco, si rivela per larghi tratti soporifera. Nei primi dieci minuti, da registrare qualche sbadiglio e una nebbia che si dirada, provvidenzialmente, poco i primi calci al pallone. L’Avellino attacca con un 3-4-1-2, ma quando scatta il momento della fase di non possesso, Fella scala nelle vesti di mezzala consentendo di disegnare un 3-5-2. Al 10’, Rosaia prova a far suonare la sveglia. Il suo tiro è alto. Gli etnei iniziano a pigiare il piede sull’acceleratore e si affacciano con insistenza dalle parti di Leoni. Al 12’, Maldonado ci prova al volo; passo indietro e colpo di reni di Leoni che alza sulla traversa in maniera provvidenziale. Al 15’, scambio a tutta velocità tra Calapai e Reginaldo, cross teso del 26 siciliano per Pinto, che da oggetto del desiderio va vicino a diventare giustiziere dei lupi. La sua incornata, potente, in tuffo, a due passi dall’estremo difensore irpino, sorvola la trasversale. Al 18’, Rosaia, tra i più vivaci tra gli ospiti, pennella dal corner direttamente in porta, Santaniello veste i panni del difensore e toglie le proverbiali castagne dal fuoco. Il pericolo arriva ancora dalla bandierina, a stretto giro di posta, quando Reginaldo spizza e Tommaso Silvestri, appostato sul secondo palo, alza troppo la mira. Dei biancoverdi non c’è traccia se non per un giallo rimediato da Calapai per fallo sul volitivo Burgio. Al 34’, il primo e unico sussulto avellinese. Ciancio mette dentro, Santaniello anticipa Claiton e gira, ma non trova lo specchio della porta. Allo scadere della prima frazione di gioco, Rosaia tocca corto per Pinto, che scodella in mezzo per Pecorino, lesto nella zampata di sinistro. Leoni rincula sulla linea di porta e schiaffeggia il pallone fuori dalla porta. Si va al riposo sul risultato di 0-0.
Secondo tempo - Due fiammate e il Catania porta a casa i 3 punti. Al 49’, conclusione alta di Silvestri, impalpabile come tutti i suoi compagni di squadra, limitati da una condizione fisica inevitabilmente condizionata dal periodo prolungato di inattività e dai pochi allenamenti nelle gambe, ma anche piuttosto inconcludenti. Un giro di lancette più tardi Welbeck taglia la difesa irpina come una lama calda nel burro, affondando sulla destra; crossa teso, Miceli, in grande difficoltà per tutta la partita, tocca e ne viene fuori una traiettoria imprendibile per Leoni: 0-1. Al 53’, ci prova Fella da lontano, Confente blocca agevolmente in due tempi. Fuori Marco Silvestri, dentro Rizzo, Ciancio s'inventa interno del settore nevralgico. Senza ricambi dalla panchina, i lupi finiscono nella tela del Catania, che cerca di addormentare la partita e piazza pure il raddoppio, al 67’. Il subentrato Biondi crossa dalla sinistra per il colpo di testa vincente di Pecorino, solo in mezzo all'area piccola: Miceli fuori posizione, Nikolic salta a vuoto. Troppa grazia. Un minuto prima dentro Tito e Maniero per Burgio e Santaniello. Al 72’, il Catania sfiora il tris con Reginaldo che pennella per Pinto, Leoni prova a respingere col pugno, ma buca l’uscita venendo graziato dall’esterno giallazzurro. Al 75’, Fella si mette in proprio con una rasoiata dalla destra. Palla sul fondo. All’89’, lampo dell’ex Maniero, che si accentra al limite dell'area di rigore, salta un paio di uomini e scuote la rete con un gran botta di sinistro, che si spegne nell’angolino alla sinistra di Confente. Da rivedere l'esultanza, potenzialmente polemica. Quattro minuti di recupero non bastano, però, a ristabilire la parità. Finisce 1-2. Mercoledì, alle 15’, impegno in trasferta al “Viviani” contro il Potenza dell’ex Capuano. Si giocherà per il recupero dell’undicesima giornata del girone C di Serie C.
Il tabellino.
Avellino - Catania 1-2
Marcatori: st 5' Miceli (aut.), 22’ Pecorino, 44’ Maniero.
Avellino (3-4-1-2): Leoni; Dossena, Miceli, Nikolic; Ciancio, De Francesco, M. Silvestri (9' st Rizzo), Burgio (21' st Tito); Fella; Bernardotto, Santaniello (21' st Maniero). A disp.: Pizzella, Mariconda, Bruzzo. All.: Braglia.
Catania (3-5-2): Confente; T. Silvestri, Claiton, Zanchi; Calapai (29' st Albertini), Welbeck, Rosaia (19' st Biondi), Maldonado (43' st Noce), Pinto; Pecorino (43' st Piovanello), Reginaldo (29' st Sarao). A disp.: Santurro, Della Valle, Vrikkis, Manneh, Emmausso, Panebianco. All.: Cristaldi (Raffaele squalificato).
Arbitro: Feliciani della sezione di Teramo. Assistenti: Ceccon della sezione di Lovere e Cataldo della sezione di Bergamo. Quarto ufficiale: Catanoso della sezione di Reggio Calabria.
Note: Ammoniti: Calpai, Miceli e Dossena per gioco falloso. Braglia per proteste. Maldonado per comportamento non regolamentare. Angoli: 8-5. Recupero: pt 2’; st 4’. Gara a porte chiuse. Prima del fischio di inizio osservato un minuto di silenzio in memoria di Diego Armando Maradona.