Benevento

Una vocazione al cambiamento e una grande dedizione allo studio, unite ad un immancabile talento. Sono probabilmente queste le doti che contraddistinguono Luciano Costantino, giovane trentaduenne nato e cresciuto a Pago Veiano, che in pochi anni di esperienza lavorativa ha già collezionato importanti traguardi. Una laurea in scienze politiche a Napoli, un master's degree in relazioni internazionali a Lione e un altro in diritto internazionale all'Università di Parigi.

Un percorso impegnativo che il giovane professionista ha imboccato con l'idea di raggiungere un preciso traguardo: intraprendere la carriera diplomatica.

“Il confronto con gli altri ma soprattutto la voglia di spostarmi oltre i confini nazionali sono stati indispensabili per indirizzare la mia carriera in questo percorso – racconta Luciano-. La svolta vera è avvenuta quando mi sono trasferito in Francia dopo la laurea triennale. Iscriversi alla facoltà di Lione voleva dire formarsi in un settore molto specifico, quello del diritto internazionale. Avevo in mente di fare la carriera diplomatica e per questo dopo gli studi ho tenuto tre stage consecutivi all'Onu, nelle sedi di New York, Austria e alla fine direttamente alla Corte dell'Aja”.

Proprio in terra olandese ha ricevuto la prima importantissima opportunità di lavoro: un impiego come funzionario dell'Onu. “Era un punto di arrivo. Un'occasione che ovviamente non mi sono lasciato sfuggire”. Ma qualche tempo dopo impone un'inaspettata virata al suo percorso professionale...”Era un ottimo lavoro, ma dopo un po' non mi sentivo più soddisfatto. Per questo, dopo essermi confrontato anche con i miei genitori ho deciso di lasciare quell'occupazione per seguire un master in Business Administration, in Germania”. Una scelta su cui Luciano non nega che abbia influito una circostanza: “L'Olanda non l'ho trovata una terra adatta a me. Per certi aspetti il nome 'Paesi Bassi' mi sembra rievocare quella monotonia che un po' contraddistingue, almeno secondo la mia esperienza, la vita in quei luoghi. Non mi piaceva vivere lì e allora ho tentato questa nuova avventura”.

In Germania ad attenderlo una nuova sfida. “Innanzitutto la vita qui mi sembra molto più stimolante. A questo si aggiunge l'opportunità di dedicarmi ad uno studio che mi appassiona”. Il master infatti è quasi al termine e il promettente professionista sannita sta preparando una tesi sul Ttip, il discusso accordo commerciale, in corso di negoziazione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti che definirà il nuovo assetto degli investimenti e dei commerci tra i due continenti. “E' un argomento di cui si parla molto ma che si conosce poco e male. Nel mio settore è indubbiamente una questione strategica”.

Al termine del master, Luciano ancora una volta dovrà rimettersi in gioco. “Ho già inviato il mio curriculum a tantissime aziende e organizzazioni” ma non esclude l'ipotesi di poter lavorare anche in Italia “devo ammettere che non ho un'idea negativa del nostro Paese. Non sono andato via perché non ho avuto opportunità ma perché volevo avere una formazione quanto più completa possibile. Studiare all'estero mi ha consentito di imparare altre lingue e di confrontarmi costantemente con abitudini, contesti e persone completamente diversi”.

Non il tipico caso di un cervello in fuga potrebbe succedere che venga assunto da un'azienda che abbia delle sedi in Italia. Non lo escludo ma ripeto: non sono andato via perché mi sono mancate le opportunità. Semplicemente non le ho cercate”.

Nei recenti trascorsi di Luciano Costantino ci sono già tutte le premesse per una brillante carriera professionale. Un percorso che però non ha risparmiato le immancabili difficoltà. “La mia professione richiede frequenti trasferimenti e non posso negare che la solitudine è una condizione con la quale mi confronto spesso. Questo tipo di percorso lavorativo impone grossi sacrifici”.

Non ultimo quello di stare lontano dalla propria famiglia. “Se sono qui devo ringraziare i miei genitori. E' grazie al loro sostegno che ho potuto intraprendere gli studi all'estero e dedicarmi a questa professione. A loro devo tutto. Eppure proprio stare lontano dalla mia famiglia rientra nel novero di quei sacrifici a cui, col tempo, mi sono dovuto abituare”.  

Marianna D'Alessio