Salerno

C'eravamo quasi abituati al Natale che durava tre mesi. Quello che veniva “inaugurato” nel primo fine settimana di Novembre e si “spegneva” alla fine del mese di gennaio. Da salernitani ci siamo sempre lamentati, perchè siam fatti così, un po’ come San Matteo. Il traffico, i visitatori, il caos. La pandemia ancora in corso, però, ha stravolto tutti e, sicuramente, la salute viene prima di qualsiasi installazione luminosa o kermesse. Pensare alle Luci d’Artista, mentre milioni di persone combattono contro un virus, sarebbe impensabile se non inopportuno.

Eppure è Natale e mentre diverse cittadine della provincia si preparano ad accendere anche un piccolo simbolo natalizio, la città per eccellenza delle “luci”, quella che negli ultimi quattordici anni è diventata la “Montecarlo del Sud”, resta al buio. 

Un anno fa, ci sarebbe stata l’inaugurazione del grande Albero di Natale in piazza Portanova. Ci sarebbero stati i pinguini sugli scogli del Lungomare, ci sarebbe già stato il primo “boom” di turisti, proprio grazie a questo primo ponte di festività.  Quest’anno, invece, si fa di necessità virtù. Giustamente i locali sono chiusi, gli alberghi sono vuoti e per strada non c’è neanche una luce, se non quella dei palazzi e di quanti hanno aderito alla nuova iniziativa “Illuminiamo Salerno”. 

Farà sempre un po’ strano vedere Salerno senza luci e senza ruota panoramica. Quel che resta, però, è il Natale con o senza Luci d’Artista. Un semplice albero, però, non avrebbero creato assembramenti e caos. Avrebbero ridato alla città quella speranza che oggi tanto manca. Come del resto molti sindaci stanno facendo, da Cava de’ Tirreni a Bellizzi. In tanti, tranne che nella città delle luci.