Ha proposto la condanna di entrambi gli imputati. In particolare, per ognuno di loro 4 mesi per l’omissione in atti di ufficio e 4 mesi e 1800 euro di multa per ciascuna delle due contestazioni relative alla violazione della legge sui rifiuti. Ha concluso così la sua requisitoria il pm Giacomo Iannella nel processo a carico di Romeo Pisani, sindaco di Sant’Arcangelo Trimonte, e Gianfranco Tortorano, chiamati in causa, rispettivamente, come gestori della dismessa discarica comunale e della discarica consortile. l fatti risalgono al periodo tra il 2009 ed il 2010 e sono relativi ad una fuoriuscita di percolato, con il liquido che era finito a valle, in un’area tra i due invasi. Per la dichiarazione di responsabilità si è espressa anche la Regione (parte civile con l’avvocato Elisabetta Balletta), mentre il 16 settembre toccherà agli avvocati Giovanni Itro (per Pisani), Francesco Monti e Andrea Sepe (per Tortorano) far valere le ragioni dei loro assistiti. Che, come si ricorderà, nel dicembre dello scorso anno si erano sottoposti all’esame.
Pisani aveva spiegato le iniziative adottate dall'ente per risolvere il problema, ribadendo che “il percolato non arrivava dalla dismessa discarica comunale, che non aveva perciò causato l'inquinamento a valle”. Oltre a respingere ogni addebito e a rimarcare il lavoro svolto, il primo cittadino aveva anche depositato attraverso il suo legale i documenti relativi ad un progetto di bonifica e all'accordo di programma per la realizzazione dello stesso.
Dal canto suo, Tortorano aveva precisato di essere stato commissario liquidatore del Consorzio unico di bacino Napoli – Caserta dal marzo al novembre 2010, quando si era dimesso, evidenziando le enormi difficoltà registrate perchè si concretizzasse quanto previsto dalla norma: la cessazione di ogni funzione gestionale dei Consorzi alla fine del 2009 ed il subentro delle Province, che non avvenne però nell'immediatezza. “Per dieci mesi continuammo ad occuparci solo della raccolta dei sacchetti per consentire alle Province di organizzarsi”. Quanto alla discarica di Sant'Arcangelo, gestita dal Consorzio durante l'emergenza, Tortorano aveva ricordato di aver attivato, nonostante l'esiguità dei fondi disponibili, dieci prelievi di percolato ed un intervento di riparazione delle crepe che si erano aperte nel muro di contenimento. “Ho fatto più di quanto fosse di mia competenza”, aveva concluso, puntando il dito contro la Provincia di Benevento e la Samte, “destinatarie di una serie di sollecitazioni alle quali non hanno mai risposto”.
Enzo Spiezia