La lotta al covid ha innescato una bellissima gara di solidarietà. E oggi all'ospedale San Pio è stata scritta una bellissima pagina.
Servirà a superare la solitudine imposta dall'isolamento dai propri cari, che è uno degli scogli più difficili da superare nella lotta al covid, il dono del Lions Club Benevento Host. Non tutti, infatti, possono contare sulla tecnologia e allora il Lions club ha donato sei smartphone destinati ai reparti dell’Area Covid-19, per consentire i contatti con le famiglie.
“Quello dei Lions è un gesto di grande solidarietà, chi è isolato nei reparti covid non riesce a contattare i familiari, soprattutto le persone anziane. Abbiamo provato a far fronte alle richieste di chi non aveva queste possibilità attraverso il personale sanitario ma con questa donazione si potrà istituzionalizzare il protocollo di comunicazione”.
Così ha spiegato il direttore generale Mario Ferrante precisando che a giorni saranno acquistate le schede per rendere pienamente operativi gli smartphone.
“Abbiamo ritenuto doveroso offrire un gesto concreto di supporto ai pazienti covid – ha chiarito il presidente del Lions Club Benevento Host, Tiziana Ferro -. A maggior ragione che ci avviciniamo al Natale e non poter trascorrere le festività con chi si ama è davvero terribile. Così, invece, speriamo di accorciare le distanze”.
Subito dopo la donazione degli smartphone la toccante testimonianza di Daniela De Rosa, veterinario di Savignano Irpino, tra i primi malati covid curati al San Pio. Il suo video girato mentre era ancora ricoverata è diventata una testimonianza fortissima.
E la donna è voluta tornare in ospedale per un'altra testimonianza per ringraziare i medici e il personale sanitario ma anche per compiere un gesto concreto per chi sta affrontando il suo stesso calvario. La dottoressa ha donato un ventilatore polmonare.
“A dieci mesi dalla esperienza con il Covid19 diagnosticato e curato in ospedale tutto è ancora vivo nel mio cuore e nella mia mente e sarà sempre così. Questa malattia mi ha strappato alla mia famiglia per 24 lunghi e tremendi giorni, ho avuto paura di non farcela e sono riuscita a reagire solo grazie al pensiero delle mie due bimbe, di soli 3 e 5 anni. Pensavo – ha detto con la voce rotta dal pianto – che avrebbero dimenticato la loro mamma. E dunque alle persone vere, rimaste nel mio cuore, che mi hanno curato e riportato a casa e alla sua vita mi è sembrato doveroso lasciare un messaggio”.