“Caro collega”. “Caro collega”. L'incipit è il medesimo ma cambiano decisamente toni e contenuti nelle missive che si sono incrociate in queste ore tra lavoratori del servizio 118, all'indomani del fallimentare vertice per scongiurare gli 11 licenziamenti annunciati dal gestore Misericordia.
Ad aprire lo scambio di corrispondenza è stato questa mattina il decano degli operatori del servizio di emergenza, Gerardo Barricella, autista soccorritore e già responsabile organizzativo in precedenti gestioni.
“Caro collega – scrive Barricella nella lettera trasmessa a tutti i punti Saut della provincia – nella giornata di ieri è saltata l'ennesima riunione per il riconoscimento dei nostri diritti. Sappiamo bene che in queste trattative sicuramente ognuna delle parti dovrà cedere su qualcosa. L'unica cosa importante – prosegue l'autore dell'iniziativa – è che la nostra intelligenza non venga messa sotto i piedi da squallidi personaggi che hanno altri interessi e non sicuramente quelli dei lavoratori e delle nostre famiglie. Evitiamo che si arrivi, sicuramente, ai licenziamenti dei nostri colleghi. Facciamo che la nostra saggezza prevalga sugli interessi particolari. Invitiamo la Misericordia – propone infine Barricella – a partecipare fattivamente con noi lavoratori in tempo breve a riunioni nei vari Saut, dialogando con il personale e sottoscrivendo un documento o un accordo che sia nell'interesse di tutti, senza che nessuno perda l'obiettivo finale del lavoro stabile e remunerato”.
Non si è fatta attendere la replica di un gruppo di operatori che ha sostanzialmente rispedito al mittente l'invito alla “concordia” di Barricella: “Caro collega, queste poche righe vengono scritte dai colleghi del beneamato servizio 118 in qualità di umili lavoratori che nel tempo hanno ricoperto il ruolo di oggetti di decoro spostati un po' qua e un po' là, anche e soprattutto grazie all'ambiguo ruolo da te ricoperto ieri. E' vero, cambiare casacca ad ogni folata di vento apporta sempre benefici personali, talmente personali da arrecare benefit anche a qualche familiare... Il 118 potrebbe sicuramente essere un servizio di eccellenza come tu dici, se non ci fossero però persone a se stanti che frappongono i loro particolarissimi interessi a quelli degli altri. Purtroppo questo accade. Noi rimaniamo tranquilli nella nostra umile posizione di gente che lavora e mangia del proprio sudore”.
Toni evidentemente poco concilianti con accuse nemmeno tanto velate che dimostrano, pur senza entrare nel merito della loro fondatezza, il clima rovente che si respira tra gli operatori. Del resto la spaccatura era già apparsa evidente lo scorso venerdì quando all'assemblea decisiva convocata per votare sulla proposta anti tagli di Misericordia si erano presentati 35 lavoratori sui 119 totali. E anche tra i sindacati non manca qualche frizione, addirittura all'interno della stessa sigla (segnatamente la Cisl) che vede i rappresentanti generali e quelli aziendali su posizioni assai diverse.
E intanto proprio in queste ore si sta verificando un ulteriore episodio che rischia di peggiorare ulteriormente i rapporti tra azienda e lavoratori. Il direttore tecnico di Misericordia Gionata Fatichenti ha fatto pervenire ad alcuni operatori (il numero totale dovrebbe attestarsi a 13 comunicazioni) lettere di richiamo in riferimento a presunte irregolarità di servizio. Mancata indicazione dell'orario di partenza dell'ambulanza, mancata firma di presenza e altre contestazioni simili. Violazioni perlopiù formali risalenti in alcuni casi persino al 2014, che vengono però formalizzate adesso dal gestore a poche ore di distanza dal voto assembleare che ha respinto la proposta di Misericordia per la rinuncia agli arretrati. Una mossa che in molti hanno interpretato, non senza ragioni, come una palese ritorsione nei confronti dei lavoratori.
Paolo Bocchino