Nella sua cinquantesima partita giocata in serie A, il Benevento ha dimostrato ancora una volta di essersi calato perfettamente nella mentalità di una squadra che punta all'obiettivo della salvezza. E' una Strega che piace perché compatta, solida, pronta a tutto pur di portare a casa un risultato positivo. Che sia benedetto lo Spezia. Come accaduto a Pescara lo scorso anno, la truppa di Inzaghi si è ripresa alla grande dopo una sonora sconfitta. La batosta subita contro la truppa di Italiano ha spinto lo staff tecnico a lavorare sodo su ciò che non andava, mostrando un atteggiamento diverso, meno spericolato e più accorto a non subire. Si è rivelata una carta vincente, visto che nelle ultime cinque partite sono stati incassati soltanto tre gol, tra l'altro dopo aver affrontato squadroni come Fiorentina, Juventus e Lazio.
Lo spirito di sacrificio, dicevamo. Questa è la chiave di tutto e qui, lasciatecelo dire, i meriti vanno soprattutto a Pippo Inzaghi. Perché puoi chiamarti Guardiola o Klopp, ma quando non hai in mano lo spogliatoio difficilmente i calciatori sono disposti a dannarsi l'anima. Le coperture dei centrocampisti, unite al ripiegamento degli attaccanti, permette al Benevento di essere un blocco compatto difficile da scardinare. Dei tre gol sopracitati, due sono state invenzioni dei singoli (Morata e Immobile), mentre l'altro è giunto a causa di un rigore (Berardi). E' chiaro che sta mancando qualcosina in avanti, quel killer instict fondamentale per ottenere punti preziosi. I trenta tiri in porta di Reggio Emilia lasciano riflettere, ma anche ieri con la Lazio il Benevento ha calciato di più rispetto agli avversari. In centottanta minuti è arrivato solo un gol, tra l'altro realizzato da uno come Schiattarella che di certo non è un bomber. Bisogna migliorare sotto questo aspetto, ma il rientro di Iago Falque lascia ben sperare: sia a Reggio Emilia che ieri, lo spagnolo si è dimostrato una vera e propria spina nel fianco per le difese. Una volta trovata la forma migliore, potrà rivelarsi un'arma micidiale.
Importante anche la forza di volontà che spinge i giallorossi a non mollare mai la presa, come dimostrato dai risultati recuperati dopo uno svantaggio. E' accaduto in diverse occasioni, come all'esordio in campionato contro la Sampdoria e negli ultimi incontri con Juventus e Lazio. Una caratteristica non di poco conto che fa parte del DNA del gruppo.
Adesso, però, bisognerà fare punti contro le dirette concorrenti, a partire dal match di domenica con il Genoa. Sarà fondamentale dare continuità al pareggio con la Lazio, magari tornando al successo tra le mura amiche: un risultato che manca dalla sfida con il Bologna. Un banco di prova molto importante per cercare di posizionare un altro piccolo mattoncino verso la salvezza.