Benevento

Un presidio per richiamare l'attenzione sul dramma lavoro che riguarda i dipendenti di “Papino” al Centro Commerciale “I Sanniti”, in cassa integrazione da circa un anno, e senza alcuna prospettiva futura. Lo hanno messo in atto questa mattina dinanzi al centro commerciale i dipendenti insieme ai rappresentato sindacali di Filcams-Cgil di Benevento.
“Siamo davvero delusi perchè non ci aspettavamo assolutamente questa cassa integrazione. Siamo stati tenuti all'oscuro di tutto, ci hanno sempre rassicurato e abbiamo lavorato per mesi anche senza stipendio pur di conservare il nostro lavoro – dettaglia per i lavoratori, Samantha Parrella -. All'improvviso la cassa integrazione. Ci siamo trovati in questa situazione e ora chiediamo dignità e la possibilità di continuare a lavorare perchè da circa 10 o 15 anni lavoriamo qui, sperando che possa avvenire con le nuove ditte che occuperanno i locali ex Papino. Non possiamo rimanere a casa, chiediamo un impegno per la nostra situazione”.

E infatti nonostante le innumerevoli sollecitazioni per affrontare il futuro lavorativo di oltre 20 famiglie, avanzate nei confronti della proprietà del Centro Commerciale - la Becom appartenente al gruppo Zamparini, che ha dato in fitto i locali alla Papino e che ha responsabilità di affidarli alla nuova ditta subentrante, nessun riscontro ad oggi è arrivato.
“Nonostante le sollecitazioni nei confronti di chi gestisce il centro non è arrivata alcuna risposta – spiega Antonella Rubbo, segretario Filcams Cgil – questi lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria, sono in un limbo, perché il negozio è chiuso, il contratto con la proprietà del centro commerciale è stato rescisso e dunque non c'è alcun tipo di rapporto se non che hanno lavorato qui alcuni anche per 20 anni. E dunque alla proprietà chiediamo la possibilità di garantire continuità per un obbligo non giuridico ma morale. In più abbiamo sollecitato l'intervento delle istituzioni, chiedendo al sindaco e al prefetto l'impegno per istituire un tavolo di confronto con le parti interessate”.