Dopo Natascia, Elettra: e ce ne sarebbero ancora altri, tanti altri finiti nelle maglie dei ghirigori nonsense creati dal covid. Una ragazza, ampiamente al di sotto dell'età media in cui oggi si diventa mamme, che invece con entusiasmo, allegria, assieme al compagno decide che sì, vogliono mettere al mondo una nuova vita: manna in una terra che si spopola come il Sannio. Ragazzi intelligenti, colti, entusiasti... che si ritrovano in un incubo.
E infatti, la parlantina viva di Elettra che racconta la vicenda viene interrotta da Astolfo, suo compagno, solo per riflettere mestamente che «una situazione del genere manda fuori di testa». Sì perché non è restare chiusi in casa per oltre quaranta giorni da asintomatici, che pure come abbiamo visto è qualcosa che mette a dura prova, non è il continuo rimbalzo da un numero di telefono a una mail, da una voce che ti dice di fare qualcosa a quella dopo che ti dice di fare l'esatto opposto: c'è l'ansia per una vita che cresce, la responsabilità di volerla difendere.
E' possibile privare una donna del diritto all'aborto? Naturalmente a prescindere totalmente dalla volontà di esercitarlo o meno quel diritto, eventualmente, che è qualcosa che attiene solo ed esclusivamente ad Elettra. No: non è possibile. E non è un j'accuse generalizzato a medici o infermieri o a una sanità che sta combattendo eroicamente e che anzi, vanno solo ringraziati. E' il ginepraio che gli hanno creato attorno, a quei medici, quegli infermieri: quel marasma di protocolli, decaloghi, direttive, ordinanze e via cavillando che ha generato i labirinti in cui sono finiti Elettra, Natascia, e tanti altri, purtroppo. «Da mandar fuori di testa»