Un temporary shop per combattere la crisi da covid. 796 chilometri di distanza da casa per fare impresa ai tempi del coronavirus e realizzare un sogno, guardare più in là senza dimenticare da dove vieni. Mara Borghese imprenditrice di Avellino nel settore dell’abbigliamento ha deciso di osare e ha deciso di farlo oggi, nei tempi più difficili della pandemia. Risultato? Un delizioso temporary shop aperto in tempi record a Brera Milano. “Avevo da sempre il sogno di aprire un punto vendita a Milano. Questi tempi così difficili, la pandemia, la crisi globale mi hanno stimolato ad avere una visione diversa, più ampia. Impossibile lavorare bene in Campania, in una regione afflitta e costretta da questo continuo valzer di ordinanze e chiusure, restrizioni e attese. Non ci ho pensato due volte. Ho selezionato il luogo: Brera. Un posto autentico nel cuore della metropoli, fatto di botteghe e attività artigiane. Mi è piaciuto subito. Poi ho caricato la merce su un furgone e sono partita. Così è nato MaraMi, un negozio di abbigliamento per bambini, il mio piccolo grande progetto lontano da casa, per sfidare la crisi da coronavirus”. Un progetto, quello di Mara Borghese, che ha il sapore della sfida ai tempi del coronavirus. Un progetto a tempo: la partenza è stata esattamente a ridosso del Natale per concludersi tra pochi giorni.“E’ innegabile, questi tempi sono difficili e drammatici. Certo in questo periodo è una sfida che forse economicamente non conviene , ma ho voluto provare, anche perché a livello locale c’erano troppi dubbi incertezze. Gli imprenditori in Campania ne escono con le ossa rotte da questa pandemia. Ma credo che questa pandemia, comunque, impone un cambiamento di passo e rotta. Siamo costretti a cambiare pelle in un certo senso. Una cosa è certa non lascio la mia terra, ma questa avventura è stata necessaria. Sto lavorando qui per pochi giorni per provare. non semplicemente a fare cassa, ma per guardare più in là. Cosa mi auguro? Aspetto come tutti i miei colleghi la ripresa. Le grandi crisi mondiali sono puntualmente seguite da una ripresa. Voglio utilizzare questo tempo per migliorarmi. Non dobbiamo avere paura, ma lavorare per reimpostare il nostro lavoro. Credo che la pandemia abbia ricordato a tutti la grande bellezza del contatto umano, diretto con le persone, che ci è stato per molto tempo strappato. Anche nel commercio serve questo, meno grandi negozi e più posti con l’anima, veri, fatti da commercianti. Sono queste le piccole emozioni per sentirsi felice nel mio lavoro.
Sono una testarda sono partita in giovane età senza nessuna certezza, e sono felice di ripartire nello stesso modo”.