Benevento

Il gol che mise a segno contro il Milan fa parte della storia del calcio italiano. Il nome di Alberto Brignoli è indissolubilmente legato a quella giocata che permise al Benevento di ottenere il primo punto in serie A, giunto in maniera rocambolesca grazie a una marcatura realizzata dal proprio estremo difensore. Oggi il portiere bergamasco veste la maglia dell’Empoli, ma anche dopo aver lasciato la Strega quel famoso episodio non è stato affatto dimenticato: 

“Sotto l’aspetto della popolarità mi ha cambiato sicuramente la vita. In una settimana ho vissuto in una centrifuga incredibile che non mi ha permesso di capire bene ciò che stesse succedendo. Ricordo centinaia di telefonate, ospitate un po' ovunque. Da un lato è stato molto bello. Peccato che la stagione non sia stata positiva. In quel momento eravamo in grande difficoltà, ma me la sono goduta con il tempo. Ho capito che quello che ho fatto è stata una cosa più unica che rara che acquisterà valore con gli anni. Non parlo tanto dal punto di vista calcistico, ma soprattutto come persona e per tutti gli appassionati. Tutti ricordano dov’erano in quel momento perché è stato un gesto che si collega a una data emozione e non al gol che è fine a sé stesso”. 

Ancora oggi ti collegano a quella rete? 

“Ogni tanto si scherza, soprattutto con i compagni di squadra. Mi prendono in giro e ricordano quel gol. Altri, soprattutto i tifosi, mi chiedono di segnare. Che dire, è il bello del calcio”. 

Cosa ne pensi di questo Benevento che occupa la decima posizione in serie A?

“Penso che il Benevento abbia fatto il vero salto di qualità con l’arrivo di Pasquale Foggia. Il direttore sta facendo molto bene e ne sono felicissimo. Ovviamente seguo il Benevento, così come Letizia con cui ho un bel rapporto. Tornando a Foggia, si tratta di un esperto che ha giocato per tanti anni ad alti livelli e ha capito ciò che serviva per aiutare la società e il presidente, in modo da dare continuità al lavoro svolto. Questa è stata la carta vincente. Al di là degli acquisti, è riuscito a dare a tutto l’ambiente la mentalità giusta. Ha aggiunto tante piccole cose, a partire dalle strutture, al medico e altro che rappresentano la base di un lavoro importante. Spesso si vedono solo le operazioni effettuate in sede di mercato, ma rappresentano solo la punta dell’iceberg. Sta facendo un qualcosa di incredibile e i risultati lo dimostrano”. 

E proprio Foggia è stato colui che ha dato grande fiducia a Montipò, un portiere che si sta rivelando un prospetto interessante. Che impressione ti ha fatto?

“Montipò è un ottimo portiere. Veniva da una realtà come Novara, si è trovato a Benevento da retrocesso in una squadra che doveva vincere a tutti i costi. Ha fatto grandi cose, infatti la Strega poi è arrivata a giocare i play off. Penso che la continuità l’abbia aiutato molto e questo è tutto merito della società che, anche dopo l’errore commesso con il Cittadella, ha escluso a priori la possibilità di cambiare. Se credi veramente in ciò che fai alla fine i risultati arrivano. Montipò sta dimostrando che con una squadra affidabile può imporsi anche nel massimo campionato. La cosa più grande che gli abbiano dato, lo ripeto, è stata la possibilità di sbagliare e di crescere: un aspetto che nel calcio di oggi difficilmente si vede”. 

Domenica torna la sfida tra Benevento e Milan. Come la prevedi? 

“Sono due squadre in salute, ma che ovviamente hanno dei valori diversi. Il Benevento ha grandi qualità, ma il Milan e sempre il Milan. Ci saranno delle differenze. La Strega sta facendo bene e proverà ad azzerare quei gap che in serie A sono normali. Sarà una sfida molto interessante sotto tutti i punti di vista”.