Appena un mese fa aveva deciso di disdire l’appartamento di Pace Vecchia e forse aveva già messo in conto di dover lasciare la Salernitana. Ne ha viste di tutti i colori nel calcio Ghigo Gori e dalla dirigenza granata non arrivavano segnali incoraggianti, nonostante le sue fantastiche prestazioni che erano valse la B: “Se una società ti vuole e pensa che sei indispensabile, fa l’impossibile per tenerti, non la tira così a lungo. E’ evidente che anche la squalifica deve aver pesato nella scelta”. Il pensiero di lasciare Salerno viaggiava in sincrono con quello di salutare Benevento, dove aveva vissuto negli ultimi anni. Le valigie erano già pronte per un viaggio al nord, destinazione a piacere. Tutto invece è cambiato nel giro di un paio di giorni, il tempo che è servito ad Auteri di diventare il nuovo allenatore giallorosso. “La vita è strana, le cose accadono all’improvviso quando meno te le aspetti”. Auteri ha alcuni fedelissimi, uno di questi è Ghigo Gori. Così quello che la Salernitana non aveva fatto in tre mesi, la nuova società giallorossa l’ha portato a termine in un giorno. Una chiamata, la firma sul contratto biennale e il fil rouge con la strega che si riannoda d’amblè, come in un sogno: “Quando l’ho detto a casa le mie figlie hanno fatto i salti di gioia e anche mia moglie è stata felicissima. Loro si trovano troppo bene qui e sono felici della mia scelta”. Messi a posto i sentimenti familiari, si passa al calcio: “E’ inutile dirlo, è la terza volta che torno in giallorosso, perché in fondo nell’inconscio non ci avevo mai rinunciato. E’ stato sempre il mio pallino, una sorta di ossessione: voglio riprovarci, perché lo devo alle tante persone che mi hanno voluto bene in questa città e me ne vogliono ancora. Lo devo a loro che sono stati per me sempre un approdo sicuro, una sorta di coperta di Linus: voglio regalare un sogno a questa gente. E perché no, anche a me stesso. Ogni volta che sono andato via da Benevento sono andato in B, è uno scherzo del destino. Vorrei tanto che la storia finalmente cambiasse”.
Un saluto da grande sportivo qual è alla Salernitana e a Salerno: “Lascio una piazza incredibile, dove ho vissuto grandi emozioni. Ho visto con piacere che c’è grande rispetto tra le due tifoserie, tanti avevano fatto l’in bocca al lupo ai giallorossi per rivedersi in B. Ho colto al volo l’occasione che la società giallorossa mi ha offerto, dall’altra parte s’era creata un po’ di freddezza. Lasciamo perdere il biennale, sono tornato convinto di fare la scelta giusta per ritentare la scalata”. Ad allungare i tempi del nuovo esordio in maglia giallorossa ci sono quei tre mesi di squalifica, che lo terranno fuori fino alla fine di settembre: “Il Benevento non ha fatto alcun problema su questo ed ho apprezzato tanto. Mi è dispiaciuto per l’addio del presidente Vigorito, ma ho capito che anche la nuova società ha buoni obiettivi e tanta voglia di far bene”. Sarà un esordio speciale per uno che ha già nel suo palmarès qualcosa come 179 partite e sette campionati in giallorosso… “Sarà un esordio particolare, 179 partite sono davvero tante. E’ la ragione per cui ogni volta che giocavo contro il Benevento non ci dormivo la notte. Era sempre una brutta sensazione. Per me qui, dopo Taranto, è ormai la mia seconda casa”. Gori ritrova Auteri che ha avuto a Nocera: “E’ un tecnico che fa giocare bene le sue squadre. Con lui si corre tanto, dal ritiro fino all’ultimo giorno. Io faccio allenamenti differenti, per questo farò un grande in bocca a lupo ai miei compagni: sarà dura con i metodi del mister, ma dopo saremo in grado di mettere in difficoltà chiunque”. Tra vecchi compagni e fieri rivali conosce pressoché tutto l’organico giallorosso: “Mi farebbe piacere che rimanessero tutti e con l’innesto di qualche altro elemento formeremo certamente un’ottima squadra”. Una squadra che sia finalmente capace di regalare quel sogno finora irrealizzato.
Franco Santo