«Troppe ombre sullo studio Spes effettuato sulla popolazione residente nella Valle dell'Irno e, in particolare, nell'area delle Fonderie Pisano». A denunciarlo sono i rappresentanti dell'associazione Salute e Vita che questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa per rendere pubblici alcuni aspetti e chiedere chiarezza sugli accertamenti effettuati e i cui esiti non sono stati ancora resi noti. In particolare secondo il presidente Lorenzo Forte il direttore scientifico dello studio Spes sarebbe in conflitto d'interesse. «Mentre dal 2016 svolge il ruolo di direttore scientifico per uno studio di interesse pubblico (lo SPES) che mira a comprendere l’incidenza delle Fonderie Pisano sull’ambiente e sulla popolazione, contestualmente nel 2018 e nel 2019 e tutt’ora fa la consulente di parte della famiglia Pisano».
L'associazione Salute e Vita, inoltre, continua a chiedere a gran voce di poter conoscere i risultati completi dello studio che «era completato già nel gennaio 2020 come si evince dai documenti ritirati in Procura». «Perché, pur avendo concluso la seconda relazione preliminare nel mese di gennaio 2020, questa è stata consegnata solo a maggio alla Regione Campania e non è stata resa pubblica immediatamente, nonostante ci fossero dati allarmanti e gravi?», l'interrogativo posto da Forte che ha ribadito la necessità di «far chiarezza su tutta la vicenda». I membri dell'associazione Salute e Vita, inoltre, hanno chiesto le dimissioni da entrambi gli incarichi del direttore scientifico dello studio Spes e la pubblicazione della relazione finale. Alla Regione Campania, inoltre, è stato chiesto di prendere «una posizione pubblica» e di avviare «un'inchiesta interna per accertare la correttezza delle procedure». La documentazione è stata inviata anche al Rettore dell'Università Federico II di Napoli; ai ministri della Salute e dell'Ambiente e al vice ministro Sileri.