"Pulvirenti va radiato dal calcio. Buttare la chiave? No deve morire. Deve essere radiato lui, la squadra, tutto". Parole e pensieri espressi da Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, nel corso di una trasmissione radiofonica (La Zanzara) andata in onda tre giorni fa. Parole e pensieri venuti fuori senza peli sulla lingua in pieno stile Ferrero, che hanno però acceso l'ennesima miccia sul caos che ha travolto l'ex patron del Catania calcio, Antonino Pulvirenti, la società etnea e l'intera città.
A difendere l'onore e la credibilità della cittadina siciliana ci ha pensato il sindaco Enzo Bianco che dalle colonne de La Gazzetta dello Sport ha risposto prima agli attacchi di Ferrero, chiedendo, poi, una "grazia" alla Figc, a nome di tutti gli sportivi catanesi. "Sono sdegnato per gli inaccettabili insulti del presidente della Sampdoria Ferrero ai catanesi" - ha esordito il primo cittadino etneo - "L'episodio di Ferrero è sale sulle ferite per questa vicenda che ha colpito duramente i tifosi e la città di Catania, offesa così, senza motivo, nella sua stessa reputazione. Quando gli scandali hanno colpito la Juve o il Milan a nessuno è venuto in mente di coinvolgere la città di Torino o quella di Milano".
Fiducia e voglia di ripartire puliti. Pene severe sì, ma senza esagerare: "I tifosi hanno preso nettamente le distanze da questa sporca vicenda e la città non può e non deve pagare per le colpe dei singoli. Di questo gli organi federali devono tener conto. Ci rendiamo tutti conto che alla società rossoazzurra dovrà essere data una punizione severa. Ma noi siamo convinti che debba essere anche giusta, non così pesante da uccidere il calcio a Catania. Questo sarebbe davvero un delitto".
Carmine Roca