Buone notizie da oltreoceano. No, non ce ne vogliano gli argentini, ancora una volta ko ad un passo dalla conquista di un trofeo, ma è indubbio che di questi tempi vedere una squadra trionfare grazie alla difesa a tre non può che far piacere ai tifosi giallorossi. Il Cile di Sampaoli ha portato a casa la Copa America con una variante del 3-4-3, schieramento tattico che il prossimo Benevento attuerà sui campi della Lega Pro. Allo stadio Municipal di Santiago i padroni di casa si sono imposti solo ai calci di rigore contro l'albiceleste di Messi, ma l'esito della lotteria non deve ingannare: l'intero torneo ha incoronato la selezione che ha più meritato dimostrando ancora una volta che con la difesa a tre possono essere tagliati traguardi importanti. Il Cile fresco vincitore del trofeo americano è sceso in campo con la linea difensiva composta da Medel, Silva e Diaz davanti al portiere Bravo. A centrocampo gli esterni erano Isla e Beausejour con Aranguiz e Vidal al centro. Dietro alle due punte Sanchez e Vargas ha giostrato "il mago" Valdivia in un 3-4-1-2 che quindi prevedeva l'impiego del fantasista alle spalle di due punte rapide. Non sappiamo se Auteri abbia in mente una soluzione simile in fase offensiva (con Mazzeo si può), ma questo Cile all'atto pratico - e fatte le dovute proporzioni - dovrebbe avvicinare molto l'interpretazione tattica del Benevento che verrà sia in difesa che a centrocampo, con un "caos organizzato" tipico del modus operandi di Gaetano Auteri che prevede un continuo rimescolamento delle carte in tavola.
A spasso nel tempo - L'epilogo della Copa America non è l'unico riferimento da prendere in considerazione per chi è in cerca di conferme sulla bontà della difesa a tre. E' risaputo che il 3-4-3 è per antonomasia tra i moduli meno convenzionali, ma se fatto funzionare nella giusta maniera può arrecare seri danni agli avversari. L'Ajax di inizio anni '90 guidata da Van Gaal vinse una Champions League e tre campionati olandesi consecutivi utilizzando la difesa a 3 nell'ancora più atipico 3-3-1-3, stesso modulo con cui Bielsa ha poi costruito la sua fama all'Athletic Bilbao e con lo stesso Cile. La Juventus di Lippi tra il '96 e il '98 con il 3-4-1-2 arrivò due volte in finale di Champions centrando lo scudetto, così come il Milan di Zaccheroni nel '98/99 che conquistò il tricolore con la difesa composta da Sala, Costacurta e Maldini. Sempre negli anni '90, il Barcellona vinse quattro campionati sotto la guida di Crujiff e una Coppa dei Campioni a spese della Sampdoria. Tra i più recenti quello significativo è l'esempio del Liverpool di Benitez che nel 2004/2005 soffiò la coppa dalle grandi orecchie al Milan nella rocambolesca e indimenticata finale di Istanbul. Paragoni ingombranti, certo, che restano e resteranno tali, ma veder alzare la coppa al Cile, per altro alla sua prima e tanto attesa vittoria in assoluto, qualche suggestione l'ha creata inevitabilmente.
Francesco Carluccio